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2011 Dibattito Documenti Politici FdS

Documentazione Documenti relativi ai congressi FdS 2011

vai alla pagina : Documenti relativi ai congressi FdS 2011 (qui si trova una analisi delle riviste comuniste e degli sttrumenti di comunicazione usati dalla sinistra e dal centro-sinistra in Europa; qui gli strumenti per il sito della Federazione)

Dibattito in via di elaborazione

CONSIDERAZIONI GENERALI SUI CONGRESSI DAL PUNTO DI VISTA DEI COMPAGNI ITALIANI ALL'ESTERO

  • [MGC]

Ancora una volta siamo chiamati a partecipare ai congressi dei partiti comunisti di riferimento per la maggior parte di noi Italiani all'estero, PRC e PdCI, e lo facciamo contribuendo al dibattito con il nostro particolare punto di vista, con le nostre esperienze di vita e di lavoro politico in paesi, lingue e culture diverse e variegate. Al di là delle considerazioni sulla situazione politica e sociale in Italia, in Europa e nel mondo, e sui documenti politici già in discussione, le nostre istanze generali come compagni italiani all'estero sono sempre le stesse di altre occasioni simili, anche perché purtroppo in genere queste istanze ricevono ben poca attenzione dal "nazionale": parliamo della necessità del nostro pieno riconoscimento come organizzazione dei partiti all'estero (solo in Europa, nonostante tutto, siamo ancora varie centinaia di iscritti e simpatizzanti in una decina di paesi e in città tanto significative come Berlino, Bruxelles, Colonia, Londra, Parigi, Praga, Stoccarda, Zurigo...) e come contatti diretti per le attività internazionali - anzi, internazionaliste, come si addice a partiti comunisti - con una visione più ampia e di "prima mano" con le varie organizzazioni della sinistra comunista, anticapitalista e alternativa del mondo. Con tutto ciò che tale riconoscimento comporterebbe nella pratica e che ancora non è stato realizzato, se non a sprazzi, valorizzando la nostra esistenza e le nostre attività più in termini qualitativi che quantitativi, non limitandosi in queste condizioni a misurare l'importanza di una realtà operativa solo sulla base dei numeri di iscrizione.

Oltre a questo, entrando nello specifico dei dibattiti congressuali, si può dire che quello del PdCI è già abbastanza definito con un documento unitario, anche perché si svolgerà prima di quello del PRC, mentre quest'ultimo vede delinearsi un documento della maggioranza nelle sue varie composizioni, e uno o due documenti di minoranza. Sulle posizioni di riferimento nei due partiti si può senz'altro essere d'accordo sui punti fondamentali: l'analisi della situazione, l'urgenza del cambiamento in Italia, i rapporti con la sinistra, la necessità dell'unità dei comunisti che il PdCI specialmente continua giustamente a sottolineare, etc. Dove invece ci sono dissensi è sul "che fare", in particolare riguardo la politica delle alleanze e la sua traduzione nelle prossime elezioni politiche che si avvicinano: si sta facendo sempre più strada, nel PdCI come nel PRC e nella Federazione della Sinistra tutta, l'idea del "primum vivere", ovvero di essere disposti praticamente a tutto pur di rientrare nel parlamento nazionale. L'idea infatti è di partecipare in qualche modo ad una ennesima coalizione di centrosinistra "per battere Berlusconi" senza però entrare nel governo in quanto "non ci sono le condizioni", per le importanti e gravi differenze tra le forze comuniste e i vari PD, IdV e SEL su temi come il lavoro, l'economia, i beni comuni, i diritti civili, la guerra, etc.; ma allo stesso tempo si mostra disponibilità a "non rompere le scatole" sui punti sui quali non si è d'accordo, e a "votare comunque per non far cadere il governo" (come da recenti e reiterate dichiarazioni dei due segretari, Diliberto e Ferrero, che chiariscono molto nettamente le possibili diverse interpretazioni delle prese di posizione congressuali). Si starebbero ripetendo, insomma, gli stessi discorsi e le stesse pratiche delle due precedenti esperienze di centrosinistra degli ultimi anni, nel 1996-2001 e 2006-2008, con i risultati tanto disastrosi che tutti conosciamo e che ci hanno portato all'attuale difficilissima situazione. Insomma, è comprensibile naturalmente il bisogno di "rimettere la testa" nelle istituzioni per riguadagnare presenza, visibilità e risorse, ma a che servirebbe avere una certa pattuglia di parlamentari, se non vogliono o non sono capaci di dare battaglia quando sia necessario e quindi dare veramente una sponda politica alle lotte e al lavoro sui territori? Non hanno insegnato nulla le esperienze e gli errori del passato, con i suoi tatticismi senza strategia, con i politicismi di cortissimo respiro che generano smarrimento e frustrazione tra tanti militanti e simpatizzanti? Posizioni del genere si accompagnano poi ad una drammatica subalternità nei confronti degli stessi PD, IdV e SEL destinatari di profferte continue di partecipazione alla "loro" coalizione di centrosinistra, con il rischio molto concreto di venire alla fine respinti - che interesse avrebbero di "imbarcare" dei comunisti ai minimi termini ma con quella per loro insopportabile falce e martello? - e di dover alla fine ripiegare su una presentazione autonoma della Federazione della Sinistra ma senza più alcuna credibilità: quello che è successo alle elezioni comunali di Torino di quest'anno, con i risultati noti, in competizione in quanto alle briciole con gli altri raggruppamenti comunisti (PCL, CSP, SC, PdAC...) che avrebbero gioco fin troppo facile nell'attaccare tale operazione.

In un senso o nell'altro, sia che si riesca ad entrare nell'accordo di centrosinistra e spuntare qualche parlamentare, sia che si finisca a fare una lista autonoma di ripiego senza una vera e forte progettualità alternativa, è chiaro che tali posizioni porterebbero nel breve e medio periodo al finale ultimo e definitivo di PRC e PdCI, e della FdS, come tali, polverizzati insieme al resto della "diaspora comunista" e diluiti nel mare magnum dell'astensione in continua crescita, che è dove si rifugia sempre di più quello che è il "nostro popolo", quelli che prima votavano comunista ma ora non sanno più a chi dare il loro voto e sono ormai sfiduciati se non schifati, cercando solo di tirare avanti nella situazione sempre più difficile a cui ci sta obbligando il capitalismo in crisi. Quello che bisognerebbe fare è relativizzare l'importanza degli appuntamenti elettorali e dei conseguenti giochi e manovre, e puntare sempre di più su ciò che conta davvero, il lavoro nei territori con e per le persone e i loro bisogni, nelle lotte, e la costruzione di spazi economici e sociali alternativi al sistema, come già stanno cercando di fare non pochi compagni anche senza grandi appoggi, come per esempio le Brigate di Solidarietà Attiva. Si tratta evidentemente di un lavoro lungo e difficile, che può comportare anche una "traversata nel deserto", ma è l'unico modo di esserci come comunisti e di ricostruire un riferimento politico e sociale davvero forte, serio, consolidato e credibile. E così poter anche, un giorno, ritornare in parlamento: ma sulla base delle proprie forze e del proprio lavoro, senza elemosinarlo a nessuno, e meno ancora a chi disprezza i comunisti e fa di tutto perché scompaiano definitivamente.

  • [AA]

L'analisi generale, soprattutto quella della fase economica, è seria e approfondita, le categorie di interpretazione marxiste sono correttamente utilizzate e il tutto è molto "convincente". Altrettanto può dirsi per quanto riguarda l'analisi sull'imperialismo, sulle sue nuove forme e sul ruolo della NATO. Tutte cose che ci siamo detti molte volte, ma che personalmente leggo per la prima volta in modo organico e coerente in un unico documento (che personalmente leggo insieme al libro Diliberto-Sorini-Giacché). Per quello che ho letto mi pare più superficiale l'analisi della situazione italiana, specialmente della situazione politica, che sembra più un copia-incolla di passati documenti. Ripeto che questo si basa sulla parte che ho letto.

A questo punto la cosa più importante è legare teoria e prassi. Su questo due osservazioni: 1) la costruzione di un partito comunista e i rapporti dello stesso con le altre forze della sinistra; 2) la questione delle alleanze.

Rispetto ad entrambi c'è da dire che le cose non stanno come auspicherei. Il congresso PdCI non sarà la costituente comunista che avrei voluto: è vero che sarebbe sbagliato buttare quel poco che già c'è (quel minimo di presenza sul territorio del partito che rimane) ma ci sono forze comuniste - che vogliono l'unità dei comunisti - che restano fuori. Il fatto che alcuni esponenti de "L'ernesto" siano traghettati nel PdCI fa si che portino con sé ottime analisi teorico-politiche, ma resta il fatto che altre forze sono fuori. La scommessa qui è che si riesca a dar vita ad un partito, parzialmente rinnovato (speriamo un poco anche nelle facce), che riesca ad essere, con la sua condotta coerente ed esemplare, un magnete per noi stessi ;) e anche per coloro che sono comunisti ma militano in altre forze (anche in rifondazione) o fuori da ogni organizzazione. Come disse Catone in un suo articolo, prima dobbiamo stabilire chi siamo noi e poi pensare a fare dei patti con altre forze. Il primo passo è determinante ed fondamentale. Quando le idee saranno chiare rispetto ad un partito comunista capace di mettere in campo una tattica al servizio della strategia, allora sarà possibile parlare di alleanze con le altre forze della sinistra ed eventualmente con altre forze. Su questo tema trovo che vi siano "scatti in avanti" governisti non condivisibili.

Rispetto al PRC, la mia opinione è che i dirigenti di quel partito abbiano rinunciato definitivamente a costituire un partito comunista. Il dibattito interno al partito appare pieno di contraddizioni grandi e piccole, ancor più che nel passato. L'impressione è che il congresso che si svolgerà sarà una sorta di rituale ma la cosa più importante è che la "questione comunista" è espulsa dalla discussione. Nella base sono convinto restino tanti compagni che la pensano diversamente.

Con questo non voglio dire che il congresso PdCI abbia premesse ottimali. Tutt'altro: ci sono limiti ben visibili. L'esito dei congressi sarà interessante anche per capire quale sarà il destino della "federazione della sinistra", anche se dubito che qualcosa di ufficiale sarà deciso al proposito.

PARTITO

Quale radicamento sociale, quali forme di organizzazione, quale identità? La strada dell’intellettuale collettivo gramsciano e del piccolo partito di militanti-quadri (vedi documento politico e saggio di Giacche') e’ percorribile ?

  • [SR] non credo sia percorribile la strada proposta, finiremmo con lo sclerotizzare l'esistenza di una dirigenza autoreferenziale ed autogiustificata. Il radicamento sociale si ottiene promuovendo e supportando iniziative di lotta e di proposta dell'alternativa che riguardino le realtá locali cosí come la nazione, senza tattiscismi elettorali che logorano solo il rapporto tra partito ed organizzazioni sociali.

ALLEANZE

Si auspica “un patto di unità di azione a sinistra, su un programma di iniziativa sociale, politica, elettorale, che salvaguardi l’autonomia politica teorica e organizzativa delle diverse componenti”, Ossia

- A. i comunisti si uniscono (a partire dai militanti e quadri RC e PdCI) nella FdS.

- B. Fanno un patto di unità di azione con la sinistra socialdemocratica (PD e SeL)

- C. Le forze socialdemocratiche e della sinistra, (compresa la FdS), sono parte attiva della costruzione di una alleanza democratica, che affronti su basi di compromesso (simile a quello che porto’ alla costituzione, non al compromesso storico) le manovre economiche relative alla crisi e recessione.

All’interno dell’alleanza democratica [C], dobbiamo strappare, o almeno ribadire incessantemente la nostra richiesta di questi punti di fronte ai cittadini.

All’interno di questa unità d’azione [B], si osserva che “è indispensabile un polo comunista unitario, indipendente e autonomo dalle altre componenti della sinistra europea” che pur mantenendo una visione di prospettiva che salvaguardi gli elementi strategici e preservi l’identità e la chiarezza degli obiettivi comunisti, sia nel contempo in grado di collaborare e stringere alleanze. Una politica da attuare a tutti i livelli – dalla cellula sul lavoro ai rapporti internazionali - che distingua sempre chiaramente tra l’ alleanza tattica su obiettivi di durata limitata e con un carattere circoscritto, e l’ alleanza strategica basata su un programma complessivo valido per una fase storicamente determinata.

  • [FN] Attenzione: La distinzione è difficile da fare e soprattutto da comunicare senza un ottimo bagaglio di analisi e comprensione della realtà, e una piena partecipazione e monitoraggio delle azioni del partito da parte dei militanti. Che svolgono opera incessante di comunicazione e critica. Ma non vedo altra strada.
  • [FN] I punti qualificanti da chiedere sono difficili da determinare (possono essere pochi, devono essere chiari, comprensibili, qualificanti) e devono essere decisi in base ad un franco dibattito fra i militanti
  • [FN] Una ottima idea sarebbe continuare a richiedere le "primarie di programma" doce si selezionano i punti del programma sui quali impegnarsi e le priorita', invece che le primarie per la scelta del "leader"
  • [SR] La questione delle alleanze mi pare ogni volta piú stucchevole, considerato che esse dovrebbero essere il risultato di un'elaborazione programmatica e di un percorso di confronto con le altre forze partitiche, non il fine della nostra attivitá politica. Una nuova alleanza con una coalizione eterogenea costruita attorno al "mandare a casa Berlusconi" rischia di esser fallimentare e fatale per la Sinistra. Ben venga la rifondazione di un partito comunista che riunisca i partiti esistenti, almeno PRC PdCI, piú coloro che negli anni hanno abbandonato la militanza partitica.

ECONOMIA

La crisi e’ una crisi strutturale del capitalismo. Quali le politiche da sostenere in un nostro programma – di compromesso socialdemocratico - sul quale battersi ?

  • [FN] Avviare politiche basate su uno sviluppo in settori decisi collettivamente, a partire dalla qualità del lavoro e dell’impatto su ambiente naturale e ambiente sociale, misure d’intervento pubblico nell’economia e valorizzazione dei beni comuni.

Il settore principe puo’ essere uno sviluppo di servizi e beni immateriali, che hanno basso impatto ambientale e promuovono la qualita’ del lavoro e la competenza. Tale settore sviluppo basato su reti e conoscenza richiede un alto livello di istruzione e quindi investimenti sociali. Permette risparmi dei tempi di lavoro. Occorre quindi una politica che traduca questi risparmi in diminuzione dell’orario di lavoro e attivita’ di formazione continua invece che aumento della disoccupazione. Un forte controllo sociale dei mezzi di produzione (in questo caso competenze, saperi, cultura). Per tutelare il lavoro, progettare politiche pubbliche, rilanciare la ricerca e la formazione, occorre stringere alleanze di programma ossia una democrazia partecipativa basata su contenuti e obiettivi. Su questi temi i giovani piu’ coscienti possono essere coinvolti Ad esempio il partito pirata ha poche parole d’ordine, tutte da noi pienamente condivise (anzi sulle quali ci battiamo da anni): reddito di cittadinanza, internet libera e gratuita, conoscenza libera e gratuita, no al copyright

COSTITUZIONE

Battersi per la difesa e l’attuazione della Costituzione nata dalla Resitenza

LAVORO E PUNTI QUALIFICANTI

Qui vi sono le proposte del PDCI

  • 1. Politiche di intervento pubblico nell’economia, sulla base di un piano di sviluppo finalizzato alla piena occupazione e al riequilibrio territoriale, che preveda la produzione pubblica di beni collettivi, dalla ricerca, alla salvaguardia dell’ambiente, alla pianificazione del territorio (da sottrarre alla speculazione), alla mobilità sostenibile, alla cura delle persone.
  • 2. Politiche fiscali che contrastino evasione ed elusione, si basino sul principio della progressività dell’imposizione e spostino i carichi fiscali dal lavoro ai guadagni di capitale ed alle rendite: per ridistribuire la ricchezza a favore delle famiglie e dei ceti popolari e sostenere effettive politiche occupazionali e sociali.
  • 3. Una legislazione del lavoro che contrasti la precarietà, sulla base del criterio per il quale il rapporto a tempo pieno ed indeterminato è la forma ordinaria del rapporto di lavoro, e per questo abroghi le leggi che hanno consentito ed incentivato la precarizzazione; il rilancio del percorso di stabilizzazione dei precari a partire dal pubblico impiego; la riconduzione di tuta la vasta area del falso lavoro autonomo ai diritti ed alle tutele del lavoro subordinato.
  • 4. Politiche specifiche per l’occupazione femminile e per l’occupazione giovanile, che in Italia sono le più basse d’Europa, recuperando il valore delle “azioni positive” per questi ambiti e introducendo il vincolo dei “bilanci”, di genere e di promozione delle nuove generazioni.
  • 5. Difendere i posti di lavoro con una legge che preveda il blocco temporaneo dei licenziamenti e il contrasto alle delocalizzazioni.
  • 6. Prevedere per legge un salario orario minimo per le lavoratrici e i lavoratori per i quali non vige il contratto nazionale, rapportato a quanto previsto dai contratti nazionali e tale da garantire un trattamento economico che assicuri un’esistenza dignitosa e che contrasti il fenomeno del “lavoro povero”.
  • 7. Il lavoro flessibile e precario deve costare più del lavoro a tempo indeterminato.
  • 8. Il reddito minimo garantito per disoccupati, intermittenti, inoccupati.
  • 9. La crescita di salari, stipendi, pensioni, attraverso il ripristino di meccanismi automatici di difesa dall’inflazione, una riforma fiscale che riduca il prelievo sui redditi medio/bassi ed attraverso l’azione redistributiva della contrattazione collettiva.
  • 10. L’attribuzione ai migranti di uguali diritti e condizioni di lavoro con i cittadini italiani, l’impegno contro il caporalato e lo sfruttamento selvaggio dei lavoratori extracomunitari. Per questo è necessaria l’abrogazione della Bossi-Fini, la regolarizzazione dei migranti che denunciano la loro condizione di lavoro nero.
  • 11. Il diritto a una pensione decorosa, integrando con la fiscalità generale l’eventuale deficit derivante dal sistema contributivo e prevedendo l’aumento delle pensioni in essere, attraverso meccanismi perequativi che garantiscano a tutti gli anziani un reddito sufficiente, anche attraverso la restituzione del fiscal drag e l’aggancio delle pensioni alla dinamica salariale.
  • 12. Il contrasto durissimo agli infortuni sul lavoro, prevedendo misure più incisive, controlli penetranti ed effettive sanzioni penali per i datori che non le rispettano.
  • 13. Una legge che garantisca la democrazia nei luoghi di lavoro e la certezza dell’elezione delle rappresentanze sindacali unitarie, secondo la proposta di iniziativa popolare della Fiom.
  • 14. Il sostegno al rinnovo delle Rsu nel Pubblico Impiego, come richiesto dalla Cgil e dai sindacati di base.
  • 15. La cancellazione della “legge Brunetta”, che oltre a penalizzare le lavoratrici e i lavoratori pubblici, a legiferare il rapporto di lavoro e a cancellare il CCNL, ha l’obiettivo di minare lo stato sociale.
  • 16. Un polo pubblico del credito, attraverso la proprietà o il controllo delle banche di rilievo strategico, per garantire che il risparmio delle famiglie sia tutelato e utilizzato per investimenti produttivi pubblici e privati, per il mezzogiorno e non per speculazioni finanziarie che arricchiscono enormemente poche persone e danneggiano la grande maggioranza dei risparmiatori e dei cittadini.
  • 17. Il pieno recupero delle tutele volte all'inserimento lavorativo delle persone disabili, fisici, sensoriali e psichici, secondo il criterio delle capacità residue e dell'inserimento sociale a pieno titolo e non in base alla valutazione della disabilità riconosciuta.

Proposte

  • [FN] I punti qualificanti possono essere divisi in due gruppi : gruppo-1: da attuare dal governo come condizione della partecipazione, gruppo-2: da attuare appena possibile ( metterei nel primo gruppo i punti 1. 2. 3. 4. 16.
    • Proprrei nel primo gruppo anche: Tassazione delle transazioni e delle rendite finanziarie, riequlibrare la tassazione del lavoro con quella delle rendite, investimenti sui saperi e sulla produzione immateriale, formazione di poli pubblici legati all’economia della conoscenza
    • Proporrei di aggiungere al secondo gruppo: Che il reddito minimo garantito sia collegato a corsi di formazione conoscenza. Accesso libero a internet. Investimenti in formazione e conoscenza libera, Patrimoniale

UNIVERSITA’ FORMAZIONE RICERCA - PUNTI QUALIFICANTI

  • 1. Se si riconosce che la società ha diritto alla conoscenza, è necessario che al sistema che la produce e la trasmette siano garantite risorse adeguate, almeno al livello della media europea, sia come finanziamento che come personale. Investire sull’università e la ricerca è vitale per l’Italia.
  • 2. Va garantito un effettivo sostegno al diritto allo studio, non solo tramite un consistente numero di borse di livello economico sufficiente, ma soprattutto tramite l’effettiva disponibilità per tutti gli studenti di adeguate infrastrutture logistiche (alloggi, mense, trasporti, ecc.) e didattiche (biblioteche, laboratori, aule, ecc.) e di un accettabile rapporto docenti/studenti. Deve inoltre essere ristabilito l’accesso aperto alle Università pubbliche, senza prove di ammissione che sempre più spesso sono state gestite come vere e proprie barriere al diritto allo studio.
  • 3. Occorre introdurre per legge il principio del tempo pieno per i docenti a tutti i livelli, affinché si possano dedicare esclusivamente alla ricerca ed alla didattica, rinunciando quindi ad attività professionali ed ad altri incarichi continuativi, lasciando l’interazione degli studenti con il mondo delle professioni, a complementi didattici svolti da professionisti esterni al corpo docente.
  • 4. Va garantita ai docenti la libertà di insegnamento e di ricerca, sancita dalla Costituzione, non solo tramite l’esclusione di ogni condizionamento politico, confessionale e burocratico, ma anche attraverso la effettiva disponibilità di strutture, finanziamenti e tempo per dedicarsi a queste funzioni.
  • 5. La cronica carenza di docenti e l’ormai intollerabile peso del precariato nelle università e negli enti di ricerca italiani dimostra che deve essere profondamente trasformato il meccanismo del reclutamento, passando a forme più trasparenti che vi permettano un costante afflusso di giovani per il futuro, mediante concorso (art. 97 Costituzione) che dia accesso a posizioni a tempo indeterminato.
  • 6. La persistenza di alcune fasce di parassitismo, anche se prevalentemente concentrate in settori e situazioni particolari, rende necessario che si metta in opera un efficiente sistema di autovalutazione da parte della comunità scientifica, che garantisca la continuità della produzione di sapere di ogni docente, premiando comportamenti virtuosi e penalizzando quelli viziosi;
  • 7. Ciò comporta anche la necessità di una razionalizzazione dell’esistente, ponendo fine ad esperienze fallimentari di micro-atenei e sedi distaccate prive di ogni struttura didattica e scientifica e di centri di ricerca fantasma, nati solo per soddisfare pretese localistiche ed interessi di lobbies.
  • 8. Va garantita anche l’unitarietà del sapere, intrinseca nell’origine stessa del nome “Università” e resa oggi inevitabile dalla crescente necessità di studio e ricerca interdisciplinare indispensabili per rispondere ai sempre più complessi bisogni, materiali e culturali della società moderna.
  • 9. E’ infine indispensabile, fissando con chiarezza i criteri minimi comuni che ogni corso di laurea deve garantire agli studenti che lo frequentano, effettuare una drastica inversione di tendenza nella autonomia selvaggia dei singoli atenei che, sotto la spinta ad una innaturale concorrenza di tipo mercantilistico, sta compromettendo nei fatti il valore legale del titolo di studio, unico strumento che ha garantito, nel nostro Paese, il principio costituzionale dell’eguaglianza sostanziale per tutti.

Proposte

RICERCA PUBBLICA E PUNTI QUALIFICANTI

Per gli Enti Pubblici di Ricerca (EPR) si chiede:

  • 1. un adeguato status giuridico per i ricercatori e tecnologi che ne valorizzi l'effettiva attività scientifica e/o tecnologica, basato sulla “Carta dei diritti della Ricerca” ed una politica di assunzioni a tempo indeterminato di giovani ricercatori, invertendo anche in questi Enti la tendenza alla precarizzazione del lavoro;
  • 2. una chiara missione scientifica per gli EPR definita anche attraverso forme di partecipazione effettive dei ricercatori e tecnologi alla gestione degli enti; a questo riguardo sarà importante stabilire un metodo che coinvolga anche i ricercatori e tecnologi nella nomina dei vertici degli enti e, soprattutto, degli organi di ricerca, accompagnato da un sistema rigoroso di incompatibilità dei vertici con altre posizioni;
  • 3. individuazione (ex-novo o riformando quelle esistenti) di adeguate istituzioni e procedure, nelle quali sia coinvolta in modo adeguato la comunità scientifica, per definire in modo chiaro gli obiettivi della politica per la ricerca, dando così anche risposta alla domanda sociale di maggior trasparenza e democrazia nelle scelte strategiche in questo settore;
  • 4. Garantire finanziamenti pubblici adeguati per gli enti di ricerca pubblici, perché un ente di ricerca può dirsi tale se riesce a finanziare la propria ricerca. La garanzia di un fondo pubblico per la ricerca comporta l’autonomia della ricerca stessa dai condizionamenti politici e di mercato che attualmente vincolano le scelte operate dai ricercatori degli EPR, spinti insistentemente alla ricerca dei finanziamenti esterni.

Proposte

RICERCA INDUSTRIALE E PUNTI QUALIFICANTI

Si propone che lo Stato debba:

  • 1. Dedicare adeguate risorse alla preparazione del Piano Nazionale della Ricerca, che non può ridursi, come é stato nella presente legislatura ad un vuoto elenco di principi generali.
  • 2. Generare una reale, costante e quantitativamente rilevante domanda interna di prodotti e servizi ad alta tecnologia, in primo luogo tramite l’aggiornamento e l’innovazione tecnologica nei suoi settori di intervento (scuola, sanità, tutela del territorio e dell’ambiente, tutela e valorizzazione dei beni culturali, giustizia, difesa, trasporti, ecc.).
  • 3. Selezionare un numero ristretto di settori merceologici ad alta tecnologia che, per il loro ruolo strategico e per la situazione attuale del mercato, meritino e permettano una politica di espansione per il sistema produttivo nazionale e concentrare su questi tutte le risorse disponibili per la ricerca industriale (e non dirottando su questa gli stanziamenti destinati alle università ed alla ricerca pubblica), difendendoli anche politicamente dai condizionamenti stranieri.
  • 4. Incentivare lo sviluppo di una nuova imprenditoria, disponibile a puntare sull’innovazione tecnologica. Ciò si può ottenere garantendo l’apertura di credito e agevolazioni fiscali a giovani di adeguata preparazione tecnico-scientifica, possibilmente associati in gruppi di sufficiente consistenza (cooperative), per l’apertura di attività imprenditoriale di produzione di merci, materiali ed immateriali, ad alto contenuto tecnologico e privilegiando poi queste strutture per la fornitura allo Stato di ciò che si renda necessario per la realizzazione di quanto al punto 1.
  • 5. Provvedere a creare ed attivare, tenendole almeno inizialmente sotto il proprio controllo, strutture (distinte come ruolo e come struttura dagli Enti pubblici di ricerca) destinate allo sviluppo tecnologico in settori precompetitivi, e quindi non suscettibili di immediate capacità di mercato, ed alla realizzazione di prototipi di dispositivi che, tramite applicazioni di tecnologie avanzate, possano contribuire alla soluzione di problemi di interesse per il Paese e per gli Enti locali (es. smaltimento ecologicamente compatibile dei rifiuti, traffico automobilistico, sanità, controllo del territorio, ecc.). Gli attuali o previsti “Poli scientifico-tecnologici” (che, affidati solo al mercato, sono spesso divenute solo scatole vuote e costose) dovrebbero essere ristrutturati a questo fine.
  • 6. Assumersi l’onere di creare e mantenere una adeguata struttura per la valutazione, ex-ante ed ex-post, dei progetti di ricerca industriale, del loro esito e del loro impatto sul sistema produttivo nazionale e di creare e mantenere una banca dati nella quale siano registrati tutti i programmi di ricerca industriale finanziati ed i rispettivi risultati.

Proposte

INTERNAZIONALISMO E RUOLO COMUNISTI ALL’ESTERO

“Fin dalle sue origini il movimento comunista ha percepito se stesso come un’entità che non poteva esistere senza una sua proiezione internazionale. Tanto più oggi, nell’epoca della “mondializzazione”, nessun movimento comunista e rivoluzionario, nessun processo di riorganizzazione dei partiti nazionali, è pensabile durevolmente e credibilmente senza una sua dimensione internazionale.”

  • [FN] La nostra presenza e capacita’ di essere una “antenna” in Europa per il Partito e per il movimento Comunista in Italia e’ essenziale. Dobbiamo imparare a comunicare meglio, attivare meglio i contatti con i compagni locali; imparare ad interpretare cosa avviene nei paesi dove siamo presenti e comunicarlo nel nostro paese, ai compagni e potenziali compagni Italiani e Europei.

COMUNICAZIONE E RETI

A questo fine e’ fondamentale una attenzione particolare agli strumenti di comunicazione e in particolare alla comunicazione su rete. Su questo il nostro partito sconta gravi carenze sia per gli strumenti, sia per la mancanza di presenza nelle battaglie cruciali per mantenere l’apertura della rete. Vi e’ il rischio concreto che la rete, sia strumento di comunicazione che mezzo di produzione chiave nella società della conoscenza, sia controllato da tre oligopoli multinazionali (Apple, Google, Motorola). Problema particolarmente sentito dai giovani dei paesi avanzati; grazie a questo tema si verifica la crescita del partito pirata che attrae molti voti di nostri potenziali elettori.

  • [FN] Riattivare il collettivo libero sapere, estendere la partecipazione, diventare il riferimento della FdS su questi temi coinvolgendo i compagni di area che se ne occupano.
  • [SR] Essere attivi nella produzione di analisi e nella comunicazione (in particolare nelle prodotti da espatriati, ad esempio il blog di Resistenza Internazionale). Curare una rubrica sul tema della conoscenza e del libero sapere sul blog di Resistenza Internazionale.

Documento a seguito del dibattito

(che verra' redatto come sintesi del dibattito e dei punti emersi)

2010 Dibattito e Documenti Precedenti

Dibattito Documento Politico FdS 2010 - Emendamenti Proposti

In queste pagine wiki i compagni del PCI Europa (Partito Comunista degli Italiani all'Estero nella Federazione della Sinistra) emigrati e dispersi per l'Europa, stanno lavorando sugli emendamenti da proporre al DOCUMENTO POLITICO del 1. Congresso della Federazione della Sinistra, sulla base dei commenti che vengono fatti sul blog del PCI Europa, alcuni dei quali vengono pubblicati come parte del dibattito precongressuale sulla rivista Aurora.

Emendamento 1 Internazionalismo

Emendamento 1 Si e' scelto di definire un numero limitato di emendamenti chiave e di strutturarli gradualmente in forma propositiva tramite il wiki. Prime ipotesi:

Allora, dopo il punto 12, Mario propone questo testo come punto 12.1; è una base, da perfezionare nelle discussioni dirette nei nostri congressi.

” Oltre all’essere parte dei grandi movimenti in lotta nel mondo per la pace e la giustizia economica e sociale, l’internazionalismo della sinistra si collega anche all’attenzione verso le migrazioni, non solo quelle che vedono oggi l’Italia come paese di arrivo, ma anche quelle che sono partite dall’Italia verso il resto del mondo, e che hanno dato luogo ad importanti comunità italiane in numerosi paesi, in particolare in Europa e nelle Americhe. Le migrazioni italiane non sono solo quelle storiche, ma stanno riprendendo oggi proprio per effetto delle sempre più difficili condizioni del paese dopo un ventennio di egemonia del berlusconismo politico e sociale: è fondamentale quindi riconoscere e valorizzare il grande patrimonio di conoscenze, esperienze e lavoro politico e sociale degli Italiani nel mondo, lottando sui due fronti della “identità e integrazione”: identità attraverso la cultura, la lingua e la socialità, e integrazione come cittadini di pieno diritto sia del paese di accoglienza, sia del paese di origine, anche con opportune misure di presenza e di sostegno da parte dei poteri pubblici italiani e internazionali. Il contributo della sinistra tra gli Italiani emigrati è fondamentale sia per la corretta ed efficace considerazione degli attuali flussi migratori anche verso l’Italia, sia per la stesse pratiche concrete di internazionalismo attraverso il lavoro quotidiano con le compagne e i compagni delle organizzazioni comuniste, socialiste, ecologiste o comunque anticapitaliste e alternative nei diversi paesi del mondo dove le comunità italiane sono presenti. “

Emendamento 2 Tassa sulle transazioni finanziarie

Emendamento 2 Tassa sulle transazioni finanziarie, sulle rendite e sulle banche; riprendere la progressivita' delle tassazioni incluse nella costituzione, sia da redditi di lavoro che da rendite

Emendamento 3 Reddito di Cittadinanza

Emendamento 3 Reddito di Cittadinanza, condividere i redditi (e i profitti) e il tempo di lavoro (usando fondi ricavati da Emend.1)

Emendamento 4 No all'esproprio dei beni comuni

Emendamento 4 No all'esproprio dei beni comuni: terreni, ecosistema, sapere e conoscenza, la proprieta' intellettuale e' un furto

Emendamento 5 Reti, Conoscenza, Educazione , mezzi di produzione del XXI secolo

Emendamento 5 Capitalismo Cognitivo e Strategie Paese x le nuove generazioni,investire nelle infrastrutture per la produzione immateriale: Reti e Scuole, Educazione Formazione Creazione Competenze (usando fondi ricavati da Emend.1)

Osservazione 1 Sulla citazione di Gramsci

Questo non è un vero e proprio emendamento, ma un'osservazione. Nel punto 15.2, che vorrebbe giustificare un possibile accordo elettorale della Federazione della Sinistra con il PD e quant'altro in nome del "battere Berlusconi" con una "grande alleanza democratica" che fa ripensare immediatamente ai fasti del 1996, del 2006 e del 2008, si riporta un testo attribuito a Gramsci che appoggerebbe tale idea. Ebbene, secondo Giovanni Bronzino dalla rete:

Gramsci non ha mai né scritto né detto quelle parole. Il testo riportato nel documento congressuale risale infatti sì al 1925, ma appartiene a un'ampia lettera inviata da Mosca dal Comitato Esecutivo dell'Internazionale Comunista al Partito Comunista d'Italia in appoggio alle correnti gramsciana e taschiana e contro quella bordighiana alla vigilia del congresso di Lione del gennaio 1926 (ma che doveva tenersi ai primi di ottobre del 1925). La lettera del Comintern è pertanto anonima. Scritta nel settembre 1925, fu pubblicata su l'Unità del 7 ottobre successivo in due ampie paginate. Da allora il documento fu ripubblicato integralmente solo nel 1974 da Aldo Agosti nel suo voluminoso La Terza internazionale. Storia documentaria (volume II, tomo 2, pp. 361-364). Dell'episodio ne parla pure Spriano nel primo volume della sua celebre Storia per Partito comunista italiano (pp. 486-488). Dunque Gramsci non c'entra nulla. La lettera del Comitato Esecutivo (o Ekki) non poteva essere stilata anche solo in collaborazione con Gramsci. Questi era impegnato in Italia a fare da circa un anno il segretario di un Pcd'I in crisi organizzativa, tanto che lo stesso congresso di Lione fu rinviato da ottobre a gennaio perché una serie di nuovi arresti avevano indebolito il partito. Se la lettera fosse di mano italiana, la si potrebbe attribuire solo a Mauro Scoccimarro, che dal 1924 era a Mosca come rappresentante dell Pcd'I nell'Ekki, ma farlo sarebbe un'indubbia forzatura, data la collegialità e il ruolo guida che avevano i sovietici nella direzione del Comitern di metà anni Venti. Non resta che augurarsi che quel «come scrisse Antonio Gramsci» venga prontamente corretto in «come scrisse il Comitato Esecutivo dell'Internazionale Comunista» e sperare che errori "blu" come questi non si ripetano più.

Insomma, un'altra dimostrazione di ignoranza, impreparazione teorica e sciatteria da parte di chi ha scritto questo Documento Politico, nel quale si fa fatica ad incontrare ogni tipo di riferimento al Comunismo e alle sue maggiori figure come Marx, Lenin e lo stesso Gramsci? Al posto di tale apocrifo, meglio sarebbe se mai ricordare e riportare una frase di Karl Marx, riportata da Lenin in "Che fare?": "Se è necessario unirsi - scriveva Marx ai capi del partito - fate accordi allo scopo di raggiungere i fini pratici del movimento, ma non fate commercio dei princípi e non fate 'concessioni' teoriche" ... in modo che certi "compagni" non se ne dimentichino mai...

Archivio documenti e Link

Documenti relativi ai congressi FdS 2011

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Progettazione nuovo portale PCI europa [ Don't blame the media : become the media ]

Impostazione generale, dimensione schermo e colonne

[PC] Il 29% di chi accede ai nostri siti hanno uno schermo di 1024 pixel di larghezza o meno; gli altri da 1280 in su. Disegnando il sito per il futuro (dove sempre meno utenti avranno pochi pixel); la larghezza scelta e' di 1200 pixel (px). 3 colonne; anche per uniformita' ai blog che abbiamo:

  • a sx i link 240px
  • al centro 480px di informazioni
  • a dx 480px di informazioni, foto e riferimenti

(notare che 480px e' il doppio di 240px, quindi si possono vedere anche come anche 5 colonne da 240px eventualmente suddivisibili o aggregabili). Chi ha uno schermo di 1024 o 900 px puo' comunque vedere due colonne e spostarsi per vedere la terza. Gli unici ad avere difficolta' sara' chi accede da smartphone o iphone.[/PC]

[AA] mi piace come sono posizionati intestazione, menu e notizie principali. [/AA]

[AA] vedendo un po' le bozze mi domando: ma c'è veramente bisogno di 3 colonne?? e me lo chiedo per due motivi: 1) cosa ci mettiamo nella colonna a sx? 2) in questo modo si riduce molto lo spazio "che conta" cioè quello centrale.[/AA]

Intestazione

[RG]L'intestazione deve essere conforma all'url, e dunque: "FEDERAZIONE COMUNISTA EUROPEA". Sono contrario al riferimento, nella striscia di testa, alla FdS.[/RG]

[FN] E il simbolo da mettere ? Questione prettamente politica e non facile da dirimere, e che dipende da come si strutturano i rapporti nella FdS. Per fortuna c'e' tempo per risolverla fino a quando si arrivera' alla grafica[/FN]

[AA] Sono d'accordo nel mettere Federazione Comunista Europea (e basta) per il simbolo usiamo quello della federazione attuale. Quale altro dovresti usare? La provocazione è già sufficiente col nome, se cambi anche il simbolo ti chiami fuori definitivamente. Mi rendo conto che è delicato.[/AA]

Menu' intestazione

Vi sara' un solo menu'ad un livello dopo il banner La striscia prima dell banner ha solo lo spazio per mettere testi per la ricerca e i link ai social-network :-(

[AA] Bene i social network pur con le riserve che capisco: Mario con Facebook ci porta un porcaio di visite al sito (LA MAGGIORANZA). Ovviamente solo quelli che abbiamo: abbiamo solo facebook, quindi inutile e brutto mettere i link a youtube e flickr e twitter e che ne so. Fondamentale invece l'rss. Sui menù in generale io li metterei solo nel momento in cui hanno dei contenuti. Riempire delle sezioni intere del sito dal titolo "dipartimenti" o "statuto" significa avere già tanti contenuti da metterci. Lo dico per esperienza: una volta avevo fatto un vecchio sito di un moviemnto per l'unità comunista del quale non avrete mai sentito parlare e abbiam messo all'inizio un sacco di menu che son rimasti sempre vuoti (--> molto male). Sono inoltre contrario al proliferare di menu: quindi o in alto o su uno dei due lati: non entrambi altriemnti la pagina si appesantisce molto. [/AA]

[PC] Quindi un menu' ad un solo livello, che porta magari a pagine con link aggiuntivi [/PC]

Quali le voci di questo menu ?

  • La Federazione
    • Chi siamo
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    • Notizie dalla Federazioni
    • I nostri documenti ( Statuto, dichiarazioni etc... )
    • Come contattarci
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  • Collegamenti ( link, si ritrova quello che e' nella colonna a sx e mappa l'organizz. interna del sito)
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    • Riviste
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    • Social Networks
    • Multimedia
    • Organizzazioni= Progettazione e struttura portale PCI europa [ Don't blame the media : become the media ] =

Cari compagni qui trovate le versioni successive delle maquette come ipotesi del sito web del PCI Europa. [[1]v01] - [[2]v02] - [[3]v02b]

Si tratta di impostare gli spazi, le dimensioni, i menu', la struttura della homepage e delle pagine di secondo livello, i gruppi di contenuti, e poi successivamente perfezionare la grafica (compresi colori e fonts). Ci si propone di passare da un web statico, dove per scrivere occorre conoscere bene i codici html e maneggiare strumenti quali Dreamveawer, a un sistema di gestione contenuti (CMS), dove - una volta impostato lo stile - i collaboratori possono velocemente scrivere e pubblicare un commento o un articolo. Incorporerebbe automaticamente gli articoli apparsi sui blog di Aurora e del PCI-Europa. Gli articoli di interesse generale sarebbero scritti oltre che da chi ora compila i siti web PdCI e RC , dai compagni che gia' intervengono sui blog del PCI e di Aurora.

L'impostazione di un CMS (quale sia: Mambo, Drupal, Joomla) richiede un po' di studio, ma e' venuto il momento di lavorarci. Lo strumento considerato il migliore e' Joomla, open source e free. L'impostazione non e' complicatissima, una volta impostato l'utilizzo da parte degli utenti (ossia chi scrive i pochi contenuti che metteremo direttamente sul sito) e' semplice (come con wordpress). La difficolta' e' nell'impostazione della grafica (ossia creare un foglio di stile).

All'indirizzo [[4]http://www.pcieuropa.org/cms/] si vede il sito mentre gradualmente prende struttura. La grafica: colori,fonts, immagini in un secondo momento poiche' si tratta di imparare a definire un foglio di stile ad hoc.

Contenuti degli Articoli e struttura ( Sezioni e Categorie )

Joomla memorizza i contenuti (nel nostro caso articoli, news, etc) in un database categorizzandoli in due livelli chiamati Sezioni e Categorie (ogni sezione e' divisa in categorie); anche se e' in un database concettualmente possiamo immaginarlo come delle cartelle/folder a due livelli di un computer , o come una lista a due livelli. Questi non necessariamente corrispondono esattamente ai menu' che possiamo riorganizzare e modificare come vogliamo. Il lavoro iniziale e' decidere la sezioni e le categorie. Si potrebbe mettere tutto unclassified, ma questo porterebbe ad un caos e a non trovare poi piu' nulla. Quindi per evitare di avere i contenuti disorganizzati in un futuro, questo lavoro e' particolarmente importante. Si possono sempre aggiungere sezioni e categorie, in seguito, ma vi e' il rischio di ambiguita' e duplicazioni, non sapendo piu' come classificare i nuovi articoli. Ecco di seguito alcune ipotesi da raffinare insieme. Le sezioni e categorie le ho ri/prese dai folder del sito pdci europa e dalle classificazioni che sono state usate per i blog di Aurora e pdcieuropa. Perfavore rimarcate in particolare doppie classificazioni, ambiguita', mancanze. ( nota: quando scrivendo mettiamo un asterisco definiamo una sezione, con due asterischi una categorie - che apparira' piu' indentata)


  • Analisi (escuse quelle legate ad uno specifico territorio ) <-------- sezione
    • beni-comuni ( acqua , ecosistema e ambiente , saperi ) <-------- categoria, nella sezione analisi
    • capitalismo (incluso capitalismo assassino) <-------- altra categoria, sempre sotto analisi
    • che-fare? (incluso alternative economiche )
    • lavoro (include diritti, sfruttamento)
    • economia (e finanza e rendite ; crisi finanziaria )
    • femminismo ( e genere )
    • marxismo
    • partiti (include fds)
    • religioni
    • legislazione (include costituzione , leggi, forma stato, organizzazione dello stato, giustizia )
    • sindacato
    • saperi reti (e comunicazione include: tv, media, internet, reti, ricerca, educazione, capitalismo cognitivo)
    • storia ( include partigiani, lotta di liberazione )
    • socialismo-XXI (e comunismo)
  • Articoli
    • commenti
    • interviste
    • lettere
    • proposte
    • recensioni
  • Notizie (escluse quelle da paesi specifici che vanno sotto analisi)
    • notizie-flash (generiche)
    • dalle-federazioni
    • eventi (e lotte)
  • Luoghi (analisi e riflessioni relative a luoghi e paesi)
    • alba
    • latinamerica (escluso ALBA)
    • africa
    • asia (escluso cina, russia, giappone, india)
    • cina
    • russia
    • giappone
    • india
    • canada
    • usa
    • unione-europea (complessivamente)
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    • no
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    • se
    • uk
    • yu (paesi dell'ex yugoslavia)
    • medio oriente (escluso palestina e israele)
    • palestina e israele
    • ( gruppi di piu' stati, altri stati non menzionati in unclassified )


Articoli centrali

Divisa in due parti:

  • 2 articoli importanti larghi due colonne (colonna sx e centrale = 720 px ) con foto
  • articoli meno importanti solo l'intestazione e il riferimento, quanti ?
  • poi il link agli articoli precedenti

[AA] va prevista direi a dx i link agli ultimi 10 articoli (che possono essere comunicati/segnalazione manifestazioni/appuntamenti, etc...) e una specie di archivio. [/AA]

[AA]bene come hai messo gli articoli nella maquette su due colonne (su una come nella base dello joomla è troppo stretto), bene foto e archivio sotto (direi che gli ultimi 8-10 articoli possono bastare). Hai messo degli articoli di Musacchio, auhahahaha !! ;) [/AA]

Appuntamenti/Eventi/Lotte - calendario - fotorotanti (spazio in alto a dx )

[AA] se c'è posto non sarebbe male inserire delle foto a rotazione, come è ora sul blog. [/AA]

[AA]il calendario va bene, ma può scendere più in basso (non è così importante)[/AA]

[RG] al posto del box "appuntamenti" mettiamo il riferimento agli articoli (come le foto tornanti) dell'ultimo numero di Aurora (se è tecnicamente possibile). L'articlo che interessa si clicca e si apre.[/RG] [AA] se c'è posto non sarebbe male inserire delle foto a rotazione, come è ora sul blog. [/AA] [RG] le foto che girano, come propone AA, mi pare ok. [/RG]

[RG] abolire lo spazio appuntamenti. Sarebbe sempre vuoto, cosi' come quello degli eventi [/RG] [AA] il box latest news non mi piace più di tanto per il semplice motivo che se c'è una news da inserire la si inserisce al centro normalmente, come le altre. Lo abolirei: riempie troppo e riserva dello spazio importante ad un contenuto non nostro. Ripeto: se c'è una news che merita attenzione cmq la pubblichiamo al centro (es manifestazione davanti all'ambasciata dell'ecuador) e poi se c'è una news (annuncio/articolo, etc...) che merita particolare attenzione, wordpress (e immagino anche questo joomla o come caz si chiama) permette di mantenere tale news in cima, a prescindere dal fatto che vengano inserite altre cose successivamente.[/AA]

[AA] pensando dalla maquette che hai fatto, credo occorra trovare un posizionamento migliore o un semplice migliore inquadramento per le foto.[/AA]

[PC] Si le foto vicine sono antiestetiche, una ipotesi alternativa puo' essere la versione 0.2b , maneppure questa e' convincente [/PC]

Riferimenti alle sezioni / circoli / territori ... e ai loro siti (box a dx )

[FN] Una questione aperta. E i blog delle altre sezioni / circoli ? Facciamo un box anche per questi ? Per gli altri website in Europa direi che sono gli attuali webmaster che metteranno articoli su questo sito [/FN]

[RG]Sono contrario politicamente a mettere un quadro dove ci sia il riferimento ai circoli (ODIO politicamente la parola circoli per un partito comunista poiché rappresenta l'universo catto-borghese bertinottiano, e per questo, se cosi' sarà, non entrero' nella federazione) del prc o alle sezioni del pdci. Il pdci europa ha deciso di fare un partito con chi ci sta in prc, le sue sezioni, quindi, non ci saranno più.[/RG]

[PC] Il quadro va messo; Occorre decidere il testo dell'intestazione e quali il tipo di riferimento? Ai siti dei circolo ? Una lista di notizie tipo rassegna stampa dai circoli (che si ptrebbe mettere nei box in basso) ? [/PC]

[RG] al posto del box "notizie dai siti .... "mettere un box sulle iniziative di massa : referendum acqua, raccolta firma, petizioni varie etc.[/RG]

[AA]mettiamoci questa sezione se può essere riempita altrimenti è intuile mettere una roba che rimane sempre statica. tanto vale, a quel punto, fare una apposita sezione nella pagina "links" [/AA]

[FN] Allora si mette un modulo che semplicemente estrae dagli articoli / notizie le "Ultime INIZIATIVE e LOTTE"[/FN]

Modulo FTP Archivio DOCUMENTI e MATERIALI

E' un archivio dove verranno inseriti tutti i documenti necessari al dibattito, alle analisi. Vi sara' una interfaccia ad un motore di ricerca per poter in seguito ritrovare l'articolo. Vi saranno documenti testuali e immagini, percio' occorre taggare bene le foto se si vuole ritrovarle. Vi sarà la possibilita' tramite semplice interfaccia (visibile solo per dagli utenti registrati) di caricare dei documenti, file, foto, video in archivio (dopo una approvazione degli utenti con il ruolo di"editori") e poi di poterli ritrovare e riscaricare.

Altri moduli

Modulo Analisi e ultimi dibattiti

Dovrebbe mostrare gli ultimi dibattiti/analisi.

Un link ad un modulo FORUM ?

Colonna link a sx

  • nella colonne di contenuti a sx
  • se fare altri link come quelli basso tipo rassegna stampa

[AA]i links secondo me è giusto che abbiano una pagina a parte perchè rischiano, nel futuro, di aumentare a dismisura e di riempire troppo la pagina. Alcuni i più importanti, possono restare in home page.[/AA]

[PC]ottima idea, aspetto suggerimenti per le 2 liste

  • A: i piu' importanti da mettere in home
  • B: i meno importanti da mettere in una pagina a parte

magari stutturate a due livelli per poi ritrovarli piu' facilamente (es: riviste ... blog ... social networks ... )[/PC]

[AA] io in home page metterei solo qualche immaginetta ai links più importanti (come suls ito di aurora) decidendone, ora, un numero massimo, ad esempio 5. Questi link devono essere quelli politicamente importanti per noi, non link di "cortesia": arrivati al punto dove siamo arrivati dobbiamo fare questa scelta. Detto questo è sicuramente utile un database di link in una pagina a parte, va bene divisi per categorie, ma sempre tenendo a mente che la gente deve arrivare al nostro sito per leggere noi e non per zompare subito su un altro sito: ecco perchè è giusto avere una pagina a sé per i links.[/AA]

Spazio blog PCIeuropa e Aurora

[AA] bene i box con aurora e blog pcieuropa ma la tag cloud ovviamente non serve. [/AA]

[RG] ottimo lo spazio per i due blog [/RG]

[AA]Aurora "sfogliabile" esattamente sopra ai feed degli articoli e dei comnenti è una figata.[/AA]

Riferimenti box in fondo

  • [AA] non ho capito la parte in fondo coi comunicati stampa e documenti: credo che se ci sono comunicati stampa vadano inseriti come le notizie principali in alto. Ciò contribuirebbe a snellire un po la home page che mi sembra bella piena. [/AA]
  • [RG] buonissimi i 4 box infondo [/RG]
  • [PC] erano dei segnaposto per mostrare che vi era la possibilita' di mettere ancora box, anche diviso in due ; comunicati stampa e documenti era una ipotesi ma potrebbero essere messi in una pagina a parte per rendere la home meno "overloaded" ; va deciso se servono e cosa metterci (i link a rassegne stampe dei partiti nazionali ? a radio tipo radio popolare o aporrea ? alle informazioni dei territori ? se non si ha idea si tolgono [/PC]
  • [AA] Ripeto non capisco il senso dei 4 box in fondo, non saprei veramente cosa metterci. ragaz evitiamo di fare un sito pesante.[/AA]

Banner fondo pagina

Che testo mettere ?

Realizzato con software open source. Powered by Joomla!. Valid XHTML and CSS.

  • [AA] Proletari di tutti i paesi unitevi! [/AA]

Partecipazione e Ruoli

Suggerisco che gli interventi sul wiki inizino con la sigla di chi scrive es. [PC] e terminino con la sigla preceduta da una barra es. [.PC]

  • per la progettazione : MarioC [MC] ; RobertoG [RG] ; AndreaA [AA] MassimoR [MR] ; FranzN [FN] ; FrancoP [FP] ; MassimoT [MT] ; SimoneR [SR] ; PerlaC [PC] ; MaxA [MA] ; poi ?
  • per il sitoweb
    • Amministratore [PC] ;
    • Editore (che puo' anche autorizzare la pubblicazione degli articoli dei collaboratori) tutti i progettisti sopra + LucaT , LorenzaF, ClaudiaC
    • Autori ?
  • [AA]

il bello di questa proposta, mi sembra sia che, una volta completamente a regime, sarà necessario soltanto inserire le "news" (eventi, comunicati stampa, etc...) sotto forma di articoli e poi limitarsi a fare vivere aurora e il blog. O sbaglio?[/AA]

  • [PC]

Infatti ! e non occorre conoscere dreamveawer o un tool ftp, lingaggio html e css per inserirli. Inoltre prenderebbe gli articoli automaticamente dai blog di Aurora blog e PCIeuropa blog. Per gli altri website in Europa direi che sono gli attuali webmaster che metteranno articoli su questo sito.[/PC]

Licenze

contenuti

I contenuti di un sito comunista devono essere per principio tutti i contenuti sotto licenza pubblico dominio / No copyright, a meno che non sia espressamente richiesto il contrario dall'autore. Il diritto morale dell'autore può persistere sotto questa licenza no copiright. Questo diritto può includere il diritto di essere identificato come autore e il diritto di derogare a tale copyright.

strumenti di produzione

Il tool e' basato su joomla, Free Software rilasciato sotto licenza GNU/GPL General Public License .

I core plugin sono tutti Free Software. Nel caso particolare non vi siano disponibili plugin sotto tale licenza, e i plugin non siano core (ossia se necessario possono essere rimossi con una moderata perdita di funzionalita' e nessuna perdita di contenuti o operabilita' puo' venir usato software sotto licenza non free (ma il cui codice deve comunque essere aperto e basato su linguaggi aperti)

La documentazione relativa a Joomla! e' sotto JEDL Joomla! Electronic Documentation License

La grafica e' basata su template autoprodotti e rilasciati sotto la stessa licenza sotto licenza pubblico dominio / No copyright dei contenuti.

Una strategia di formazione alla comunicazione e all' accesso e utilizzo di Internet

Sebbene oggi come oggi in Europa la disponibilità di connessioni ad Internet sia ampia, tra i nostri iscritti, simpatizzanti o classi di riferimento Internet sia uno sconosciuto. Per ragioni anagrafiche o di disponibilità economica (costo di un Pc e di un abbonamento) o di livello di istruzione. Questo pone seri limiti non solo nella lettura dei documenti che produciamo ma anche nell'accesso ai servizi telematici offerti o imposti dai Consolati. Credo sia importante dedicare del tempo per definire strategie di comunicazione complementari a quelle che stiamo sviluppando sul piano di Internet. Abbiamo scartato l'idea di acquisire PC per le sezioni più numerose e con una sede fisica. Anche l'idea di stampare volantini, copie di Aurora e quant'altro ha limiti di costo e legati alla disponibilità di tempo dei pochi militanti.

Possiamo affidare al nostro gruppo di esperti ed appassionati di comunicazione di studiare una stategia per colmare nel limite del possibile questo divario? Esistono esperienze di Paesi con minor accesso ad Internet cui possiamo far riferimento?

  • [RG]
    • la frattura digitale permane poiché è un dato di classe
    • per superarla, per ora, a causa di mancanza di pecunia, non abbiamo altro che la sussidiarietà. Ogni sezione quindi dovrà trovare soluzioni adatte alla componente di classe del suo territorio. Io, per esempio, stampo Aurora in bianco e nero e lo do/vendo ai compagni.
    • l'esperto in comuncazione, se ci serve, dovrà essere per forza un comunista e che conosca le nostre realtà europee. E deve partire dalla consapevolezza delle nostre casse. Altrimenti ritengo non serva.[/RG]
  • [FN]

A Bruxelles, dove abbiamo una ottima sede e una massa critica di compagni, potremmo acquisire un computer da tavolo usato e un collegamento fisso ad internet. Questo ci permetterebbe:

    • di fare formazione, si aper l'accesso che per l'utilizzo di Internet
    • di trovarci (quelli che sono a Bxl) per fare le riunioni di Aurora su skype
    • di fare un cineforum
    • di caricare i documenti, libri digitali [/FN]

Come usare CommuWiki

Commuwiki e' basato su Wikimedia, una piattaforma free e open source per costruire documenti condivisi. L'encicolepedia multilingue, libera e scritta cooperativamente dagli utenti: Wikipedia e' stata costruta con questa piattaforma. Per imparare come scrivere ed editare i documenti guardare queste 3 pagine del manuale on line di Wikipedia:

Per chi conosce l'inglese: Consult the User's Guide MediaWiki User Guide for information on using the wiki software.

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