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Federazione
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Written by Administrator
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Friday, 19 November 2010 13:15 |
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Il 14 novembre 2010, si è svolto il Congresso Territoriale della Federazione della Sinistra – Europa, presso il Circolo Culturale Italiano “Rinascita”, a Troisdorf (Colonia – Germania); in vista del Primo Congresso/Congresso Fondativo della Federazione della Sinistra, che si svolgerà a Roma il 20 e 21 novembre 2010, (http://www.federazionedellasinistra.com/federazione/?cat=64).
Presenti compagne e compagne delle organizzazioni territoriali del Partito della Rifondazione Comunista e del Partito dei Comunisti Italiani di Belgio, Germania, Grecia, Regno Unito, Repubblica Ceca, Spagna e Svizzera, personalmente o attraverso collegamento in teleconferenza via computer (qui le immagini). La mattinata ha visto un ampio dibattito sulle prospettive e il percorso politico, a partire dal Documento Politico, la caratterizzazione del “Socialismo del XXI secolo” e il progetto Comunista. Il Congresso Europeo della Federazione della Sinistra considera che:
- il Documento Politico nazionale è inadeguato, debole, molto migliorabile;
- che vi è la necessità di caratterizzare meglio il contenuto reale delle parole: “Comunismo” e “Socialismo del Secolo XXI”.
Il Congresso Europeo si astiene a maggioranza assoluta dei presenti sul Documento Politico nazionale e propone numerosi emendamenti (qui la lista completa degli emendamenti).
In particolare negli emendamenti si richiede:
- L’introduzione della tassazione delle rendite da capitale e delle transazioni finanziarie (“Tobin Tax”), e implementando la progressività delle tassazioni prevista da Costituzione (Art.53), non solo sui redditi da lavoro ma anche sulle rendite.
- NO all’esproprio dei beni comuni: terreni, ecosistema, sapere e conoscenza. È necessario fare dei beni comuni materiali e immateriali un punto chiave più esplicito, com’è giusto e necessario per una forza anticapitalista e alternativa
- La disponibilità per tutti di un reddito di cittadinanza/esistenza, per condividere i redditi (e i profitti) e il tempo di lavoro, usando ad esempio i fondi ricavati dalla tassazione sulle rendite da capitale.
Vengono formati due gruppi di lavoro: ORGANIZZAZIONE e COMUNICAZIONE, che continueranno i lavori anche nei giorni successivi, e un Coordinamento Politico Provvisorio, in attesa dell’approvazione dello Statuto che avverrà al Congresso Nazionale. |
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Diliberto: FdS e SeL uniti alle prossime elezioni |
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Written by Administrator
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Friday, 08 October 2010 14:16 |
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Intervista di Andrea Fabozzi a Oliviero Diliberto da il manifesto del 8 / 10 / 2010
Oliviero Diliberto parla del partito dei Comunisti italiani del quale è segretario da dieci anni. Abbiamo 22mila iscritti, prima del tragico 2008 erano 30mila, una struttura organizzata in tutto il territorio nazionale, da due anni facciamo le liste con Rifondazione ma quando ci siamo presentati da soli abbiamo preso il 3%, insomma ci siamo anche se fuori dal parlamento e dai mezzi di comunicazione.
Perché ci sono ancora due partiti comunisti? Non dovrebbero. Noi siamo pronti a rimettere insieme in un unico partito quelli che sono rimasti comunisti e a fare un'alleanza, una federazione, con tutte le forze della sinistra, innanzitutto con Sinistra e libertà. La Federazione della sinistra deve allargarsi, se resta la somma di Prc e Pdci, più altri compagni stimati, rischia di essere una finzione. Questa è la nostra posizione, il nostro congresso l'anno prossimo avrà al centro l'obiettivo di ricostruire il partito comunista. Per il resto rispettiamo il dibattito che c'è in Rifondazione e in Sinistra e libertà, tuttavia una risposta è urgente.
Senza mettere in discussione il nome e il simbolo comunista? No, ci rivolgiamo innanzitutto a chi si sente ancora comunista. Che guarda cioè a un orizzonte dove ci sia il superamento degli assetti capitalistici. Naturalmente siccome questo non è all'ordine del giorno bisogna mettere in campo una strategia di alleanze per fare più forte la sinistra. E dare un segnale a quelli che sono disorientati in ragione delle nostre divisioni.
Che segnale? Lancio una proposta: alle prossime elezioni la Federazione della sinistra e Sinistra e libertà si presentino insieme almeno al senato. Una lista che sia una «bicicletta» con i due simboli in modo tale che risulti chiaro che non stiamo unificando niente ma che facciamo un passo nella direzione dell'unità.
Com'è possibile, visto che Vendola correrà per diventare candidato premier e voi escludete di governare con il Pda storia del mio partito dimostra che non siamo pregiudizialmente contrari ad andare al governo. Ma oggi non ci sono le condizioni per governare con il Pd e lo dico con rammarico. Il punto è che se provassimo un accordo organico faremmo del male al Pd e a noi. Esempio: per la Commissione europea l'Italia dovrà rientrare pesantemente dal suo debito.Dovesse vincere, sarebbe un problema del centrosinistra. Non siamo in condizione di farlo con equità, non con questo Pd dove prevale il rapporto con Marchionne. Anche se devo riconoscere che Bersani sta correggendo la rotta e parla di centralità del lavoro.
Questi problemi ci saranno anche fuori dal governo se intendete appoggiarlo in parlamento. Con il Pd dobbiamo fare un patto su alcune grandi questioni democratiche - difesa della Costituzione, legalità, informazione. Poi dobbiamo fare un patto di legislatura su almeno tre cose che vogliamoportare a casa: lotta al precariato, scuola pubblica ed equità fiscale. Sono cose che anche il Pd può accettare. Un patto del genere ci eviterebbe di ripiombare nella situazione dell'Unione quando si aprivano fibrillazioni quotidiane.
Ma su quello che resta fuori dal patto come fate a impegnarvi? La logica di questo accordo vuole che noi saremo leali complessivamente ma che porteremo a casa almeno questi risultati. È un po' come la Lega con il federalismo rispetto al governo Berlusconi. Faremo dei compromessi,ma non vogliamo ripetere l'errore di dividerci come nel 2008 e neppure quello di litigare in continuazione.
Un bel pezzo del Pd continua a non fidarsi e non vuole comunisti nell'alleanza. È Veltroni che conduce questa campagna con strumentalità delinquenziale. È lui che ha rotto con la sinistra consentendo a Berlusconi di avere la più grande maggioranza in parlamento. Lui che lo ha rimesso in sella scegliendolo come interlocutore per la riforme, lui che ha fatto cadere Prodi. Dopo tutto questo io mi sarei rifugiato nella foresta pluviale amazzonica che è più impenetrabile dell'Africa, Veltroni invece è ancora lì che pontifica. Immagino però che il Pd si renderà conto che un'alleanza è obbligatoria visto che verosimilmente si formeranno tre poli: Berlusconi con la Lega e Storace, Fini con Casini e Rutelli e Bersani con Di Pietro e la sinistra.
Uno schema che vi piace? Sì perché non credo che il Pd sia in condizione di fare un accordo con Casini e Fini che perderebbero immediatamente i loro voti.
Come starebbe in piedi un governo di sinistra appoggiato dall'esterno e con due opposizioni? Può provarci perché quel centro robustamente conservatore, immagino sostenuto da Confindustria e dalla Cei, toglierebbe voti alla destra. Anche il primo Prodi aveva due opposizioni visto che la Lega era divisa da Forza Italia e An.
Parteciperete alle primarie di coalizione? Per noi lo escludo ed evito di indicare preferenze perché rischierei di danneggiare il prescelto.
Neanche Vendola? Con Sel dobbiamo fare un patto di azione comune che renderebbe più forti anche loro nel caso dovessero entrare nel governo. Mi rendo conto che è un argomento delicato perché non è passato tanto tempo da una scissione, ma ho già proposto alla Federazione di sostenere Vendola alle primarie. In questo caso posso dirlo senza danneggiarlo perché è già percepito come il candidato più a sinistra. Due anni fa si è candidato alla guida di un partito che si chiama comunista.
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Last Updated on Friday, 08 October 2010 14:26 |
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Portale della Fed. Comunista Europea |
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Written by Administrator
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Saturday, 07 July 2007 09:54 |
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Il Portale Comunista è online.
Il Portale Comunista, permette una partecipazione attiva e interattiva dei Comunisti Italiani in Europa alle attività della Federazione Comunista Europea. Il PC vuole essere, non solo una fonte di informazioni sulle attività della Federazione Comunista Europea, e una porta verso gli altri strumenti comunisti, quali Riviste, Blog, etc...
Ma èsopratutto uno strumento di formazione e partecipazione collettiva e condivisa: uno strumento per organizzare e sostenere le lotte, la formazione e la presa di coscienza, costruire collettivamente una comprensione della reltà, tramite analisi, documenti, materiali, discussioni.
Questo portale permette di trovare, conservare e dstribuire materiali, ma anche tradurli automaticamente nella tua lingua. |
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Last Updated on Monday, 11 October 2010 14:17 |
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Chiudere l'era degli Orazi e Curiazi. Per l’unità dei comunisti. Per l’unità della sinistra. |
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Written by Vladimiro Giacchè
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Thursday, 07 October 2010 14:06 |
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Un ottimo articolo di Vladimiro Giacchè, una delle menti più lucide dei comunisti in Italia, che abbiamo spesso il grandissimo piacere di ospitare sulle pagine del nostro giornale AURORA e ripreso anche dall'Associazione Marx XXI e da L'Ernesto
di Vladimiro Giacchè da il manifesto 6/10/2010
Chiudere l'era degli Orazi e Curiazi Per l’unità dei comunisti Per l’unità della sinistra
Mentre i dati economici ci raccontano impietosamente un disastro industriale senza precedenti e la crisi seppellisce il mito reazionario del “piccolo è bello”, la politica e l’informazione sembrano avere occhi soltanto per l’appartamento delle libertà in quel di Montecarlo. Nessun ragionamento - che non sia schermaglia tattica - sui problemi infiniti di questo paese. Nessuna idea chiara, neppure a sinistra, sulla risposta da dare alla crisi più acuta degli ultimi 80 anni (la prova migliore: i liberisti invitati da Vendola a spiegare la crisi alle sue Fabbriche…).
Eppure non è difficile capire come stanno le cose. Con la crisi mondiale scoppiata nel 2007 è saltato il modello di accumulazione capitalistica degli ultimi decenni, fondato sulla finanziarizzazione e la crescita a debito (pubblico o privato). Quanto alla crisi italiana, tra le più gravi a livello mondiale, essa dimostra l’assoluto fallimento di un modello di competitività fondato su bassi salari ed evasione fiscale (una volta divenuta inutilizzabile l’altra leva classica, quella delle svalutazioni periodiche della lira). L’obiettivo perseguito da Confindustria e sindacati neocorporativi (CISL, UIL, UGL), governo e buona parte dell’opposizione parlamentare - uscire dalla crisi con un’ulteriore compressione dei salari e una confisca di diritti elementari dei lavoratori - rappresenta quindi un’ulteriore passo sulla via del disastro economico, già così tenacemente percorsa in questi anni.
In questo deprimente panorama mediatico-politico non poteva mancare il Michele Serra di turno con l’ennesima tirata sui “partitini neocomunisti”, ovviamente “presuntuosi e residuali”. Le competenze di Michele Serra in fatto di presunzione sono innegabili; tuttavia su questo punto si sbaglia. Perché PRC e PdCI sono in verità così poco presuntuosi da non osare l’unica azione ambiziosa che sarebbe nelle loro mani: rimettersi insieme. Per formare una forza dotata di massa critica decente, in grado di rappresentare una sponda solida e affidabile per le lotte sociali. E anche per restituire voce a tutti coloro i quali pensano che il capitalismo non costituisca il punto di arrivo della storia e che proprio questo (e non uno spengleriano “tramonto dell’Occidente”) ci racconti la crisi attuale. Secondo questo punto di vista il “dopo” del capitalismo non è un generico “altro mondo possibile”, bensì il controllo sociale dei mezzi di produzione. E al di fuori di questo orizzonte la prospettiva è fatta di regressione sociale, barbarie pseudoidentitaria, distruzione ambientale e probabilmente, in un domani non troppo lontano, di guerra.
È un punto di vista fondato. E anche molto più diffuso di quanto si creda. Chi lo condivide, avverte oggi acutamente l’assenza di un partito comunista. La ricostruzione di questa casa comune, dopo 19 anni, non è in contraddizione con il rafforzamento della Federazione della Sinistra, né con il dialogo con le altre forze progressiste a sinistra e all’interno del Pd. E neppure con possibili alleanze tattiche su obiettivi condivisi, primo fra tutti quello di cacciare un governo che rappresenta un insulto quotidiano al mondo del lavoro, oltreché alla legalità democratica e alla decenza. Ma la ricostruzione di un partito, di una forza organizzata di un qualche peso, in grado di essere presente nelle lotte e di restituire una rappresentanza ai lavoratori, è oggi la priorità assoluta. Abbiamo bisogno di chiudere l’èra degli Orazi e Curiazi che ha devastato la sinistra comunista in questi anni. Non è ancora troppo tardi per farlo. Ma il tempo stringe. E l’alternativa è l’irrilevanza. |
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Last Updated on Thursday, 07 October 2010 18:44 |
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29 Settembre Giornata di Mobilitazione contro l'Austerità |
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Written by Administrator
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Wednesday, 06 October 2010 14:33 |
Straordinaria Giornata Europea di mobilitazione e lotta contro l'Austerità Neoliberale. 100'000 manifestanti da tutta Europa invadono Bruxelles
Qui la galleria di foto

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Last Updated on Thursday, 07 October 2010 12:08 |
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