BIBLIOTECA
Libri e materiali per consulta, prestito e vendita
| GRIDA! Il lavoro conta. Liberazione - Il Manifesto - Carta, Roma 2009 |
I videoclip, il cortometraggio, il
concerto Live Alpheus 6-1-2008. |
| Antonio Gramsci: QUADERNI
DEL CARCERE. Edizione anastatica dei manoscritti. 1: Saggi introduttivi. Treccani - L'Unione Sarda, Cagliari 2009 |
Antonio Gramsci (Ales 1891-
Roma 1937), l'autore italiano oggi più letto e tradotto nel
mondo, deve la sua notorietà soprattutto agli scritti del
carcere, in particolare ai Quaderni, universalmente riconosciuti come
un classico del pensiero politico. Gramsci fu innanzitutto un uomo
politico e un combattente, anche negli anni del carcere fascista che ne
logorò la fibra e ne spense prematuramente la vita. Nei Quaderni
del carcere, in una solitaria e titanica ricerca sulle cause più
remote di una sconfitta che aveva piegato la classe operaia, la
democrazia e la possibilità di una pace duratura, indagò
su molte delle forme produttive, organizzative e culturali
dell'Occidente moderno. Il suo pensiero trascende dunque l'orizzonte
storico-politico del suo tempo e quanto più passano gli anni e
le sue opere si diffondono in contesti culturali lontani da quello in
cui furono concepite tanto più la sua ricerca si afferma come
crocevia delle maggiori questioni della modernità: la
soggettività dei popoli, la crisi dello Stato-nazione, il
fondamento morale della politica. Questa edizione, pubblicata dalla Fondazione Istituto Gramsci, dall'Istituto della Enciclopedia italiana e da "L'Unione Sarda", offre al pubblico per la prima volta e nella sua completezza, con un rigoroso inquadramento storico-critico, la riproduzione anastatica dei manoscritti dei Quaderni del carcere. |
| Kurt Gossweiler: LA
(IR)RESISTIBILE ASCESA AL POTERE DI HITLER. Chi furono i burattinai?
Chi gli spianò la strada? Zambon, Francoforte sul Meno-Verona 2009 |
L'autore documenta l'apporto
determinante dei magnati dell'industria, dei grandi proprietari
fondiari e dei banchieri tedeschi (nonché dei loro colleghi di
Wall Street), alla caduta della Repubblica di Weimar e all'ascesa al
potere di Hitler. Nel lungo elenco dei finanziatori del Partito nazista
fin dall'inizio spicca, tra gli altri, il nome di Fritz Thyssen. Gossweiler denuncia inoltre la complicità dei dirigenti del Partito socialdemocratico che non si opposero, se non a parole, alla violenza sempre crescente delle truppe d'assalto naziste, ma, al contrario, sabotarono sistematicamente la formazione di un fronte unito antifascista e indirizzarono i loro attacchi contro il Partito comunista, animatore delle più risolute lotte di massa contro il nazismo. I collegamenti con la realtà attuale vengono messi in luce sia nella prefazione all'edizione francese di Annie Lacroix-Riz che nel saggio introduttivo di Adriana Chiaia. Questo libro è dedicato agli operai della ThyssenKrupp arsi vivi sull'altare del profitto nell'incendio divampato nella fabbrica di Torino la notte del 6 dicembre 2007. |
| Domenico Moro: CORSO DI
FORMAZIONE IDEOLOGICA SUL MARXISMO.
Lezione n. 6: La dottrina economica di Marx (parte prima, parte
seconda, parte terza). Associazione Culturale Ludovico Geymonat, Bologna 2008 |
L'associazione culturale Ludovico
Geymonat di Bologna ha organizzato un corso di formazione ideologica
sul marxismo. L'ideologia è oggi disprezzata dalla sinistra ufficiale ma in tempi non lontani ha fornito strumentazione teorica a decine di milioni di avanguardie operaie e contadine, per meglio comprendere le vicende del mondo, per emanciparsi ed emancipare centinaia di milioni di esseri umani. In questo video vedrete la prima delle tre lezioni sulla dottrina economica di K. Marx. Ringraziamo i compagni e intellettuali Stefano Azzarà, Fabio Minazzi e Domenico Moro per il loro prezioso contributo. |
| Vladimiro Giacché:
LA FABBRICA DEL FALSO. Strategie della menzogna nella politica
contemporanea. DeriveApprodi, Roma 2008 |
Perché chiamiamo "democrazia" un
paese in cui il governo è stato eletto dal 20% degli elettori?
Perché dopo ogni "riforma" stiamo peggio di prima? Come
può un muro di cemento alto otto metri e lungo centinaia di
chilometri diventare un "recinto difensivo"? Le torture di Abu Ghraib e
Guantanamo sono "abusi", "pressioni fisiche moderate" o "tecniche di
interrogatorio rafforzate"? Cosa trasforma un mercenario in "manager
della sicurezza"? Perché nei telegiornali i Territori occupati
diventano "Territori"? Rispondere a queste domande significa occuparsi di un grande protagonista del discorso pubblico contemporaneo: la menzogna. Se un tempo le verità inconfessabili del potere erano coperte dal silenzio e dal segreto, oggi la guerra alla verità è combattuta e vinta sul terreno della parola e delle immagini. Questo libro ci spiega come funziona e a cosa serve l'odierna fabbrica del falso. |
| PER UNA EUROPA METICCIA.
Le nostre proposte e le ipocrisie dell'UE sull'immigrazione / TOWARDS A EUROPE OF MIXED IDENTIES. Our
proposals to counter EU hypocrisies on immigration. GUE/NGL, Bruxelles 2008 |
Una pubblicazione GUE / NGL. |
| Jürgen
Elsässer: CAVALLETTE. Capitale finanziario, balcanizzazione e
fallimento della sinistra. Zambon, 2008 |
Alcuni trattati di sinistra sono
come il cibo per astronauti: ci sono dentro tutte le vitamine, peccato
che però nessuno riesca a buttar giù l'intruglio. Questo libro, invece, non contiene alimenti macrobiotici e in ogni caso non pretende di far bene alla salute. La sua lettura anzi strapazza i nervi e può causare insonnia. Ad essere presentata non è un'analisi sterile, bensì un quadro di guerra molto cruento: l'aggressione di un'armata violenta e le prime battaglie affrontate e vinte dalla resistenza. L'autore si riconosce colpevole sin dall'inizio: ha generalizzato, ha dipinto le cose con tinte fosche. Cassandra è sempre in una situazione sfavorevole. Se ha ragione, Troia va in fiamme e lei brucia con la città; se si sbaglia, ci si prende gioco di questa vecchia menagramo. |
| Enzo Apicella: GOD BLESS
AMERICA - Dio benedica l'America. Zambon, 2007 |
Un uomo contro l'impero Perché sia efficace, un vignettista politico deve essere feroce e divertente allo stesso tempo. Un disegno "equilibrato" non sarà mai un buon disegno. Questo è ciò che due grandi artisti tedeschi del ventesimo secolo - George Grosz e John Heartfield - durante il periodo tra le due guerre, ci hanno insegnato con le loro immagini della borghesia tedesca e dei suoi amici fascisti. In questo campo, essere moderati nelle proprie opinioni equivale a condannarsi al fallimento. Qualunque sia l'affiliazione politica del vignettista, affiché la sua opera artistica colpisca questa deve essere appassionata e impegnata. Enzo Apicella è un maestro di questa tradizione. La sua rabbia nei confronti delle guerre dell'impero americano si riversa spontaneamente sulle pagine del suo libro nella forma di un marine USA che imita la presa di Iwo Jima in cima al fungo nucleare di Hiroshima, o di uno Zio Sam cieco che porta al guinzaglio un missile guidato, o della stanza orale della Casa Bianca dove una Statua della Libertà seminuda si appresta a praticare una fellatio al presidente. Clinton? No. A ogni presidente americano è concesso di prendersi delle libertà con la Libertà. In questi tempi di neo-conformismo è molto difficile distinguere il centrosinistra dal centrodestra, e i media globali ripetono tutti lo stesso messaggio: un incoraggiamento non-stop al consumo, alla fornicazione e alla stupidità. Sì, alla stupidità. L'Italia ufficiale è al contempo un riflesso del capitalismo contemporaneo e un presagio del suo futuro.Il messaggio delle TV di Berlusconi è ripetuto ovunque: il format del quiz show con contorno di vallette seminude è ormai divenuto il modello per tutte le TV europee, sia private che di Stato. Il successo dell'ex cantante strampalato nella sua nuova veste di politico fa invidia a molti uomini d'affari disonesti in giro per il mondo. Frank Sinatra è nato troppo presto. Oggi, forse, i suoi "soci in affari" l'avrebbero fatto presidente degli Stati Uniti. Questo è il mondo messo impietosamente alla berlina da Apicella. Lui non fa prigionieri. Li manda tutti alla ghigliottina. In questa splendida raccolta l'artista prende di mira l'impero americano. In una singola vignetta, Apicella mette a nudo la realtà del mondo moderno: un solo impero e gli statisti di tutto il mondo in fila per leccargli gli stivali. Ogni vignettista deve trovare il modo di esprimere un'idea complessa in un'immagine semplice e immediatamente comprensibile, ma allo stesso tempo critica dell'epoca di fronte alla quale si sente alienato. Apicella, oggi ottantenne, possiede più vitalità di molti artisti che hanno la metà dei suoi anni, o anche meno, ma non hanno la sua visione e la sua sensibilità critica. C'è un vecchio detto: "L'erba cattiva non muore mai". Grazie a Dio, a volte neanche quella buona. Tariq Ali
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| RACCONTI DAL MONDO.
Scrivere le migrazioni - Antologia di narrazioni 1990-2007. FILEF, Roma 2007 |
Premio "Pietro Conti" promosso da Regione
Umbria, Federazion Italiana Lavoratori Emigranti e Famiglie - FILEF in
collaborazione con Istituto per la Storia dell'Umbria Contemporanea -
ISUC |
| James Petras: USA:
PADRONI O SERVI DEL SIONISMO? I meccanismi di controllo del potere
israeliano sulla politica degli USA. Zambon, Francoforte 2007 |
James Petras ha insegnato
sociologia all'Università di Binghamton, New York, USA. È
stato direttore dell'Istituto per gli Studi Mediterranei in Atene.
All'università di Binghamton aveva focalizzato le proprie
ricerche ed il proprio insegnamento sulle teorie dello sviluppo in
America Latina, sui movimenti rivoluzionari e sull'analisi di classe.
È stato ed è politicamente attivo. Ha collaborato con il
governo Allende in Cile, con il Tribunale Russel sui crimini commessi
in America Latina insieme a Julio Cortázar e Gabriel
García Márquez. Oggi lavora per il Movimento del Senza
Terra in Brasile. Egli si autodefinisce come antimperialista e
attivista rivoluzionario. - James Petras non teme i tabù. Egli non ci racconta delle "strane teorie", ma rende pubblici dei fatti altrimenti ignoti al grande pubblico. - Fra Israele e gli USA esiste una relazione del tutto particolare. - La lobby proisraeliana controlla gran parte dei mezzi d'informazione, l'opinione pubblica ed il meccanismo elettorale negli USA. - Il risultato è che nel parlamento statunitense ci sono più sionisti che in quello israeliano. - Negli ultimi anni la politica estera degli USA è stata pesantemente influenzata dalla lobby sionista. - Gli USA conducono una guerra nel Medio Oriente che è addirittura in contrasto con i loro stessi interessi imperiali. - Israele demonizza l'Iran? Gli USA le fanno coro. - Agenti israeliani penetrano indisturbati tutti i gangli vitali della Nazione. - Apprendisti e maestri hanno scambiato i loro ruoli, sono ora gli USA ad andare a scuola dagli esperti israeliani, raffinati conoscitori delle tecniche più adatte per piegare la volontà di arabi e mussulmani. Ad Abu Ghraib e Guantánamo dei volonterosi apprendisti mettono ora in pratica queste teorie. - Israele prepara in Palestina una "soluzione finale". Il furto di terre, la tortura ed i bombardamenti come strumenti di pulizia etnica. L'Europa e gli USA applaudono. Petras smaschera la natura colonialista dello stato di Israele. - Petras ridicolizza il preteso ruolo di vittima di Israele. Egli dà la parola alle vere vittime. - Egli critica anche l'atteggiamento di subdola critica, ma in realtà favorevole a Israele di molti intellettuali di sinistra nordamericani, tutti succubi del ricatto dell'accusa di "antisemitismo". - L'accusa di "antisemitismo" viene sollevata strumentalmente proprio da chi i semiti li tortura e li massacra con le armi più moderne. |
| CLIMATE CHANGE AND
DEVELOPMENT COUNTRIES - WHO PAYS THE PRICE? GUE/NGL, Bruxelles 2007 |
A GUE/NGL file. Report of the hearing organised by the GUE/NGL - European Parliament, Brussels, 14 June 2007 |
| SCHIAVI MODERNI. Casaleggio Associati, Milano 2007 |
Il Precario nell'Italia delle Meraviglie dal blog www.beppegrillo.it. |
| Antonella Randazzo: LA
NUOVA DEMOCRAZIA. Illusioni di civiltà nell'era dell'egemonia
USA. Zambon, Verona 2007 |
Con la sconfitta del
nazifascismo abbiamo creduto di esserci liberati dai più
pericolosi criminali che la storia avesse conosciuto. Ma oggi, alla luce di nuovi documenti e di nuove testimonianze, possiamo sostenere che gli stessi crimini che venivano allora consumati in Europa vengono oggi perpetrati nel mondo intero, col pretesto di portare la libertà ai popoli. E proprio nel nome della libertà e della democrazia vengono oggi commessi innumerevoli crimini e genocidi. Il titolo La Nuova Democrazia, riprende la definizione che il dittatore Augusto Pinochet dette al nuovo regime cileno costruito sui cadaveri di migliaia di persone a seguito del colpo di stato contro il presidente eletto Salvador Allende. La "Nuova Democrazia" è il paradigma della democrazia senza popolo. Le "nuove democrazie" sono oggi molto numerose, ed altre sono in corso di attuazione o di progettazione. Il mondo di oggi non si è dunque per nulla liberato da coloro che si arrogano il diritto di commettere crimini, nel nome di un'ideologia che trova nel profitto e nel potere le proprie divinità. Questo libro tenta di far emergere le cause dei problemi più gravi che vessano l'umanità, ma non si limita a denunciare i crimini della potenza imperiale, esso individua anche i lati deboli di questo crudele gigante dai piedi d'argilla. Leggendo questo libro il lettore imparerà inoltre a conoscere fenomeni economici che le facoltà di economia si guardano bene dall'insegnare: il principale merito di quest'opera è quello di aver finalmente spiegato in termini comprensibili il geniale e perverso meccanismo attraverso il quale un pugno di finanzieri nordamericani tiene in ostaggio i cittadini USA e del resto del mondo facendo pagare ai popoli oppressi persino gli stessi costi della repressione di cui essi sono vittime. Lo sapevate che la famosa "Federal Reserve Bank" non è né federale né pubblica, bensì di proprietà privata del gruppo Rockfeller? |
| GREEN PAPER
ON "MODERNISING LABOUR LAW". A challenge for the Left. GUE/NGL, Bruxelles 2007 |
A GUE/NGL file. Report of the GUE/NGL hearing - European Parliament, Strasbourg 17 January 2007. |
| Rodolfo Ricci: 1997-2007:
DIECI ANNI DI MIGRAZIONI. FILEF, Roma 2007 |
Con questa selezione di
interventi e documenti pubblicati nel corso degli ultimi dieci anni
intendo fornire un personale contributo alla conoscenza della
discussione e del dibattito intorno alle questioni dell'emigrazione
italiana nel mondo come si è sviluppato nella Filef e
successivamene nella Fiei a partire dalla metà degli anni '90 in
poi. (dall'Introduzione di Rodolfo Ricci) |
| Robert Meeropol: QUANDO
IL GOVERNO DECISE DI ASSASSINARE MIO PADRE E MIA MADRE. Il figlio di
Ethel e Julius Rosemberg racconta. Zambon, Bologna 2007 |
Robert Meeropol/Rosemberg ha deciso
di scrivere questo libro sulla spinta di una nuova "caccia alle
streghe", simile a quella che negli anni '50, allo zenith del
maccartismo, portò all'assassinio dei suoi genitori. Ethel e Julius Rosemberg furono accusati di aver passato all'URSS informazioni relative alla bomba atomica e furono perciò condannati alla sedia elettrica; avrebbero potuto salvarsi, accettando l'offerta del governo di fare altri nomi, ma rifiutarono con esemplare coerenza di cedere al ricatto, preferendo la condanna a morte al tradimento. Le prove per incastrare i due coniugi furono costruite a tavolino dalla CIA e dall'FBI, in un processo-farsa che sollevò una mobilitazione popolare simile a quella occorsa negli anni '20 in difesa di Sacco e Vanzetti. Salvato dall'internamento in un orfanotrofio assieme al fratello grazie alla rete di solidarietà dei militanti del PCA, Robert compie il proprio percorso umano e politico: dalla militanza negli anni roventi della ribellione studentesca, allo scoraggiamento negli anni del riflusso; dall'impegno per la riapertura del "caso Rosemberg" alla decisione di dedicarsi a tempo pieno, in memoria dei genitori, alla creazione di una fondazione a sostegno dei figli delle vittime della repressione. La sua storia incrocia il Weathermen e le Pantere Nere, la mobilitazione contro l'esecuzione di Mumia Abu-Jamal e quella contro la pena di morte, consegnandoci uno spaccato "dal di dentro" dei movimenti americani degli ultimi cinquant'anni. La molla che ha reso improrogabile questo lavoro è stato l'11 settembre. A partire da tale data il governo USA ha scatenato durissimi attacchi alle libertà personali e ai diritti civili. Di nuovo, come ai tempi del "pericolo comunista", si assiste alla persecuzione degli attivisti e del dissenso e si rende più che mai necessario il recupero della memoria storiaca di eventi, come fu il caso Rosemberg, che possano istruirci sui rischi connessi all'isteria "antiterrorista" dei governi imperialisti. "Il nuovo libro di Robert Meeropol, è l'incisivo racconto della battaglia da lui condotta per tutta la vita per sconfiggere la paura determinata dall'assassinio, legalmente disposto dal nostro governo, dei suoi genitori e trasformarla, come egli riesce, in una forza capace di costruire un mondo migliore per i bambini. Ispiratore... commovente... coinvolgente... da leggere." Michael Moore |
| LAMPEDUSA E
MELILLA.
Frontiera sud della fortezza Europa. GUE/NGL, Bruxelles 2006 |
Una
pubblicazione GUE/NGL - Sinistra Unitaria Europea / Sinistra Verde
Nordica - Gruppo Parlamentare Europeo. |
| Eva Golinger: CROCIATA
USA CONTRO IL VENEZUELA - DECIFRATO IL "CODICE CHÁVEZ". Hugo
Chávez e la rivoluzione bolivariana - Analisi e documenti. Zambon, Francoforte 2006 |
Per la prima volta il lettore italiano
potrà apprendere come lo "sciopero" dell'industria petrolifera
(proclamato contro Chávez e sostenuto anche in Europa da alcune
forze sindacali) fosse in realtà una serrata, anzi un vero e
proprio ricatto, un sabotaggio tendente a ridurre la popolazione alla
disperazione e costringere Hugo Chávez alla rinuncia
all'incarico presidenziale. Si racconta che, mentre tutti i generi
alimentari scarseggiavano e da settimane mancava nel paese ogni forma
di energia (gas, elettricità, benzina) Hugo Chávez si sia
recato in visita ad un quartiere periferico di Caracas per rincuorare
gli abitanti. Entrato in un'abitazione, egli fu riconosciuto da una
donna negra che stava cucinando delle patate e che, affrontandolo con
decisione, gli disse: "Vedi presidente, sto cucinando usando del
legno; è il legno di quello che è stato il mio letto. Ma
a costo di bruciare tutte le mie suppellettili e tutta la mia casa,
guai a te se cederai". A tanta
determinazione del popolo, quello stesso popolo che poi
assedierà per ore il palazzo del governo occupato dai golpisti
pagando un alto prezzo di sangue (200 vittime) e che riuscirà
alla fine ad imporre il ritorno del presidente eletto, corrispose
però altrettanta ostinazione da parte dell'oligarchia venduta
agli USA che deteneva (e purtroppo continua a detenere) il monopolio
dell'informazione. Il paese era ridotto alla fame, tutti i normali
programmi televisivi erano stati sospesi e, 24 ore su 24, venivano
mandati in onda senza interruzione proclami, testimonianze, brevi
filmati tutti tesi a demonizzare Hugo Chávez ed i suoi
sostenitori. A testimoniare l'atmosfera di parossismo creato ad arte,
ecco la testimonianza di un cittadino: "Ieri sera ho fatto
l'errore di non controllare il programma che stava guardando mio figlio
di sei anni alla televisione. Si è svegliato nel bel mezzo della
notte, sudato e gelido, ansimante, quasi incapace di respirare. Ha
chiesto di dormire nel letto con me e sua madre. Aveva paura che i
sostenitori di Chávez entrassero di notte e lo uccidessero..." Eva Golinger è una giovane avvocatessa nordamericana di origine venezuelana. Si è laureata presso la "City University" di Nuova York, specializzandosi in diritti umani e leggi sull'immigrazione. Dall'inizio degli anni 90, pur mantenendo lo studio legale a Nuova York, visse sempre più frequentemente in Venezuela alla ricerca delle proprie radici culturali. Dopo la conquista del potere da parte di Hugo Chávez, Eva Golinger fece oggetto di studio i cambiamenti sociali e politici in atto nel paese e pubblicò numerosi articoli sull'argomento. A cominciare dal 2003 iniziò ad indagare sistematicamente sulle ingerenze degli USA in Venezuela, in particolare in relazione al tentativo di colpo di stato dell'aprile 2002. Il "Codice Chávez" è il suo primo libro. In esso si descrivono e si documentano i numerosi interventi degli USA a favore di organi di informazione, organizzazioni politiche, sindacali e religiose. Questi interventi sostennero la concertazione di comportamenti illegali e talvolta delittuosi, l'elargizione di consigli ed il versamento di cospicue somme di danaro a compiacenti mercenari "democratici" venezuelani, il tutto ai danni della parte più povera della popolazione del Venezuela ed a spese dell'ignaro e docile contribuente nordamericano. |
| NEL CUORE
DELLA POLITICA.
Dal silenzio del femminismo alla manifestazione di Milano. Un anno e
mezzo di dibattito su Liberazione. M.R.C. - Liberazione, Roma 2006 |
Un giornale quotidiano che si lascia
investire e attraversare dal femminismo. La domanda sul conflitto di
genere posta al centro, dell'analisi dei fatti e delle politica. La
ricerca sul corpo, il desiderio, l'identità. Donne - diverse per età, collocazione, esperienza - che si confrontano. E interpellano gli uomini sulla violenza patriarcale. Un movimento profondo, l'urgenza di riaffermare la libertà femminile e dire basta a chi la nega, che rompe il silenzio pubblico, dà vita alle assemblee nelle città, come un fiume in piena si riversa nella grande manifestazione del 14 gennaio a Milano. Il dibattito aperto su come andare avanti. Riflessioni, prese di posizione, polemiche. Una scelta di interventi per raccontare un anno e mezzo di lavoro collettivo, per dare voce ai diversi femminismi, per testimoniare l'esperienza di un giornale che cambia pelle. |
| Domenico Moro: NUOVO
COMPENDIO DEL CAPITALE. Sintesi dal I libro del Capitale di K. Marx con riferimenti
e confronti con la realtà contemporanea. Universitas Dell'Orso, Alessandria 2006 |
Negli ultimi anni il marxismo è
stato messo in soffitta come una anticaglia del passato. Perché
allora riproporre la lettura di un compendio del Capitale di Marx, a quasi un secolo e mezzo dalla
sua prima pubblicazione? Perché, secondo l'autore del compendio,
il Capitale può essere
una straordinaria chiave di lettura per l'interpretazione di una
realtà sociale in continua e contraddittoria evoluzione. Le
classiche categorie marxiane di plusvalore, forza lavoro, capitale,
modo di produzione, crisi non vengono solamente descritte, ma ne viene
messa alla prova la validità nella spiegazione dei principali
fenomeni economici, sociali e politici, che si sono snodati lungo la
storia del capitalismo. Ma è soprattutto con l'oggi che si vuole
misurare l'efficacia dell'opera di Marx. Le trasformazioni dell'impresa
e della classe lavoratrice, l'avvento della terziarizzazione, la
modificazione del ruolo dello Stato nell'economia, la "globalizazione":
sono solo alcuni tra i temi posti sotto la lente d'ingrandimento degli
strumenti d'analisi ricavati da una lettura del Capitale che non vuole essere né dogmatica
né accademica, ma fonte di un continuo stimolo alla critica
dell'esistente. |
| ICH
WÜRDE GERNE EIN VÖGLEIN SEIN / QUISIERA SER UN PAJARITO / VORREI
ESSERE UN UCCELLINO. Zambon - Un Ponte Per..., Roma 2006 |
Fotos
und Aussagen von Kindern vertriebener Palästinenser aus den Lagern
Shatila und Borj-el Barajeh im Libanon. Fotos y testimonios de hijos de refugiados palestinos en los campos libaneses de Shatila y Borj-el Barajeh. Foto e testimonianze dirette dei figli dei palestinesi rifugiati nei campi libanesi di Shatila e di Borj-el Barajeh. |
| Ludo Martens: STALIN. Un
altro punto di vista. Zambon, 2006 |
"Ma
com'è possibile difendere un uomo come Stalin?" "Come potremmo non sostenere Stalin, colui che ha costruito il socialismo, colui che ha sconfitto il nazismo, colui che ha incarnato tutte le nostre speranze?" Il primo è il punto di vista di una persona che ha interiorizzato le menzogne, le calunnie e le distorsioni sull'opera di Stalin e sulla sua persona, diffuse negli anni Trenta e Quaranta dalla propaganda nazista, riprese da quella maccartista degli Stati Uniti d'America e fatte proprie dalla cultura del mondo occidentale durante la guerra fredda. Dopo la morte di Stalin, il rapporto segreto di Chruschëv avvalorò tutte le denigrazioni e tutte le infamie che, questa volta, vennero accettate anche dalla maggior parte del'opinione pubblica democratica e di sinistra e trovarono credito perfino tra molti di coloro che continuavano a chiamarsi comunisti. Il secondo è il punto di vista di un'anziana militante comunista, ebrea, la cui famiglia era stata sterminata nei campi di concentramento nazisti. Quella donna, nel momento in cui altri avevano ceduto, rimaneva fedele alla rivoluzione. Il suo punto di vista è quello di migliaia di sfruttati ed oppressi che rifiutano di veder infangati i loro ideali e mistificata la loro storia. Al fine di ricostruire la verità storica, Ludo Martens si propone di affrontare e confutare "gli attacchi contro Stalin ai quali siamo più abituati: il 'testamento di Lenin', la collettivizzazione imposta, l'industrializzazione forzata, la burocrazia soffocante, lo sterminio della vecchia guardia bolscevica, le grandi purghe, la collusione di Stalin con Hitler, l'incompetenza di Stalin nella guerra..." L'autore, servendosi di fonti ineccepibili, frutto di una rigorosa ricerca storica, mette a confronto le tesi sostenute da Stalin e dagli altri dirigenti del Partito Comunista Bolscevico con quelle degli oppositori interni, riporta numerose opinioni e testimonianze sia di avversari del socialismo, sia di suoi sostenitori, sia di osservatori imparziali. Il tutto sullo sfondo di un vasto affresco nel quale Ludo Martens descrive, in termini non agiografici, la prima esperienza socialista che trasformò una società semifeudale ed arretrata in un paese industrialmente e culturalmente avanzato, capace di sconfiggere il nazismo. |
| IN DIFESA DELLA
JUGOSLAVIA. Il j'accuse di Slobodan Miloševic
di fronte al "tribunale
ad hoc" dell'Aia. Zambon-Achab,Verona 2005 |
Il testo integrale della
presentazione delle autodifesa dinanzi al "tribunale ad hoc" dell'Aia,
ed altri testi inediti di Slobodan Miloševic - a cura della Sezione
italiana del Comitato Internazionale per la Difesa di Slobodan
Miloševic (ICSDM Italia). Da caprio espiatorio ad accusatorio: Milosevic punta il dito sulle potenze che hanno voluto la distruzione della Jugoslavia - vera prima tappa della "guerra permanente" per il Nuovo Ordine Mondiale. "Tra le idiozie e le infamie messe in circolazione dall'ideologia che ha accompagnato la guerra contro la Jugoslavia, una spicca in modo particolare: il processo all'Aia contro Miloševic [...] A pronunciare tale requisitoria è in primo luogo un paese che, ancora nel secondo dopoguerra, non è indietreggiato dinanzi ad alcuna infamia nel tentativo (fallito) di assoggettare i popoli dell'Indocina: qui, ancora ai giorni nostri, innumerevoli bambini, donne e uomini continuano a portare nel loro corpo martoriato i segni dell'indiscriminata guerra chimica condotta dagli aspiranti padroni del pianeta. D'altro canto, per ironia della storia, la farsa giudiziaria contro Miloševic va avanti mentre, nonostante la censura, trapelano particolari agghiaccianti su Guantanamo e Abu Ghraib. [...]" Domenico Losurdo "Determinati per la istituzione del Tribunale Internazionale per i Crimini in Jugoslavia (in sigla: ICTY) le pressioni esercitate da Madeleine Albright quale ambasciatore USA alle Nazioni Unite. Quegli stessi USA che si sono sempre opposti alla costituzione del Tribunale Penale Internazionale (in sigla: TPI), non consentendo che i cittadini degli Stati Uniti vengano sottoposti al giudizio di autorità giudiziarie diverse dalle loro, in ossequio alle ambizioni imperialistiche degli USA. [...] Per quanto riguarda la costituzione dell'ICTY va osservato che la carta dell'ONU non consente la possibilità, per il Consiglio di Sicurezza, di creare "tribunali ad hoc" da ritenere discriminatori ed organizzati per colpire i nemici USA. [...]" Giuseppe Mattina |
| Mohammed Hassan, David
Pestieau: IRAQ - LA RESISTENZA FACCIA A FACCIA COL NEMICO OCCUPANTE. Zambon, Frankfurt/M, 2005 |
"A due mesi di distanza dall'avvenuto
passaggio di poteri al governo provvisorio del primo ministro Allawi,
l'Iraq offre un quadro desolante. Nel triangolo sunnita, soprattutto
nella zona di Falluja, il governo non esercita autorià alcuna.
Nella lotta al terrorismo non ha potuto registrare successi di sorta,
ed anzi la vita dei suoi stessi massimi esponenti è
costantemente in pericolo: essi debbono venir scortati da guardie
armate. L'industria petrolifera, sul cui funzionamento si era puntato,
è quasi completamente paralizzata dai sabotaggi, soprattutto nel
sud del Paese. (...) Il presidente Bush - spinto da uno zelo
missionario - ha giustificato la sua guerra contro l'Iraq, fra l'altro,
con l'argomento secondo cui, dopo la caduta di Saddam Hussein, la
democrazia avrebbe potuto espandersi a tutta la regione. Ora invece gli
islamisti radicali rispondono a questo intervento dei "nuovi crociati"
rivendicando a loro volta che le donne musulmane non vengano costrette
ad assoggettarsi ai costumi occidentali. (...) Non possiamo far a meno
di notare che USA e Gran Bretagna, anziché limitare i danni del
terrorismo, hanno ottenuto con questa loro guerra esattamente il
contrario." Dalla "Frankfurter Allgemeine Zeitung del 1ª settembre 2004" (forse il più importante giornale conservatore dell'Europa continentale). Per la prima volta gli autori esaminano la realtà e le origini della Resistenza Irachena contro l'occupazione, sottolineando le profonde radici storiche del fenomeno. |
| LA STORIA DI MORDECHAI. Arbeitskreis Palästina-Israel, Francoforte sul Meno - Zambon, Verona 2004 |
Mordechai è un contadino ebreo
della Galizia orientale, una regione che si trova in Ucraina, ma che,
al tempo del racconto, faceva parte della Polonia. Mordechai è un Ebreo molto pio e rispettoso della Legge, divide il suo tempo fra il lavoro e la preghiera e, proprio come alcuni personaggi descritti nei romanzi di Bashevi Singer, vive in continuo colloquio con Jahvé. La sua laboriosità e la sua parsimoniosità sono proverbiali; ma non si tratta di taccagneria perché egli è soprattutto severo con se stesso... in quanto il peggio può sempre accadere. Verso gli altri Mordechai dimostra invece, quando ne vale la pena, una generosità estrema. Costretto dalle ristrettezze economiche ad emigrare in Palestina, Mordechai si accorge che, nel vortice del conflitto arabo-israeliano, la sua profonda fede religiosa viene messa a dura prova perché entra in contraddizione con la realtà politica d'Israele... |
| Anne
Louise Strong: L'ERA DI STALIN. La Città del Sole, Napoli 2004 |
"...
nessuna parola oggi può valere come giudizio definitivo dell'era
di Stalin. Stalin è uno di quegli uomini la cui valutazione va
posta in una lunga prospettiva storica e il carattere della cui opera
si fa più chiaro man mano che si allontana nel tempo"... "Quando tutto ciò che può essere detto contro Stalin sarà elencato e valutato, si dovrà concludere, io credo, che solo la tremenda marcia che egli impose all'URSS dal 1928 in avanti poteva costruire uno Stato socialista in questo paese. Guardando indietro, si può vedere come gli altri dirigenti, Trotzky, Zinoviev, Kamenev, Bukharin portassero alla rovina. Nessuna di loro possedeva, ritengo, come Stalin aveva, la conoscenza profonda delle ncessità del popolo, il coraggio e la volontà necessaria". L'era di Stalin è un libro utile, anzi necessario, per conoscere in "presa diretta", la realtà quotidiana, le contraddizioni, i problemi, le finalità di quella straordinaria avventura che è stata la costruzione del socialismo in Unione Sovietica. Una rivoluzione epocale che ha trasformato l'economia, sia nell'industria e nelle infrastrutture, sia nell'agricoltura, e che ha elevato il livello civile e culturale di una popolazione semi-analfabeta a traguardi mai raggiunti. Questo libro è un antidoto contro la propaganda anticomunista che intossica le menti e le coscienze. È un invito ai lettori, soprattutto ai più giovani, a riflettere, ad impegnarci insieme in un lavoro collettivo di ricerca per riappropriarci di una storia che ci appartiene, per ricostruire una memoria che ci è stata sottratta o rimandata attraverso specchi deformanti. Poter attingere all'immenso patrimonio del movimento operaio comunista, della costruzione del socialismo nei primi paesi che la intrapresero, imparare dalla loro esperienza - al di là della loro temporanea sconfitta - consente di mettere radici più salde al "nuovo mondo possibile" che vogliamo costruire. |
| Fausto
Bertinotti: LA GUERRA È ORRORE. Partito della Rifondazione Comunista, 2003 |
Venezia, sabato 13 dicembre 2003 - Aula
Magna IUAV Architettura Le conclusioni di Fausto Bertinotti |
| Pietro Ingrao, Alex
Zanotelli: NON CI STO! Appunti per un mondo migliore. Manni, San Cesario di Lecce, 2003 |
Questo libretto raccoglie la
conversazione tenutasi a Pieve di Romena (Arezzo) registrata da Don
Luigi e dagli amici della sua comunità che ringraziamo. La
trascrizione non è stata rivista dagli autori. I diritti d'autore saranno devoluti alla realizzazione di un calzaturificio artigianale presso la comunità indigena di Santa Catarina nel Chiapas. |
| Lucas Catherine: L'ISLAM
SPIEGATO AGLI INFEDELI. Zambon, 2002 |
Lucas Catherine, arabo
honoris causa, come egli stesso ama definirsi, dà
un'interpretazione particolare dell'Islam dal tempo del Profeta a
quello di Izetbegovic. Storia d'oro, seta e petrolio, di cibo, vino ed
erotismo; dell'età dell'oro di Baghdad e della decadenza di
Cordova, della prima jihad in Europa, finanziata da Ebrei e diretta da
Olandesi, che mandò un certo numero di Mori all'assalto delle
coste andaluse. L'Autore proietta il proprio sguardo sull'harem ridimensionandone radicalmente il carico di luoghi comuni "orientaleggianti". Da Buonaparte, che dal Cairo dava i suoi ordini in arabo, a Flaubert, che in Egitto ha scoperto nientepopodimeno che lo spogliarello, sino al mondo politico contemporaneo poco è cambiato. L'occidente arranca ancora faticosamente dietro all'Islam inseguendo oggi il proprio "dio petrolio". Se il lettore vorrà invece capire sarà costretto a soffermarsi su termini quali "Sciiti", "Sufi", "Moudjahiddin" o "Fatwa". Un libro pieno di humour e di forza chiarificatrice che ci presenta un Islam come una casa di vetro, dove nulla è come sembra essere. |
| Rete Contro
G8 (a cura
di): COSTRUIAMO UN MONDO DIVERSO. Materiali per alternative alla
globalizzazione neoliberista. Fratelli Frilli Editori, Genova 2002 |
Ottobre 2000 - Padre A.
Zanotelli, La
globalizzazione vista dalle periferie del mondo Novembre 2000 - G. Italia e F. Patrignani, Dinamiche della globalizzazione: effetti sul lavoro e sul sindacato Gennaio 2001 - A. Castagnola e C. Ravaioli, Organizzazioni economiche mondiali: le responsabilità nella povertà del Sud del mondo. Esclusione e rischio ambientale Febbraio 2001 - C. Girardi, Globalizzazione neoliberista, resistenza e alternative Marzo 2001 - E. Molinari, La politica dell'acqua nel gorgo del business: mercificazione della risorsa acqua da parte delle multinazionali Aprile 2001 - G. Tamino e G. Ricoveri, Biodiversità e biopirateria: la corsa al profitto distrugge la complessità del vivente conservata attraverso i secoli dal mondo rurale Maggio 2001 - Don L. Ciotti e G. Caselli, Mafie internazionali, globalizzazione della criminalità Ottobre 2001 - M. Rocca, Nato: strumento di sicurezza o di potere globale? |
| Sergio
Dalmasso:
RIFONDARE È DIFFICILE. Rifondazione comunista dallo scioglimento
del PCI al "movimento dei movimenti". Centro di Documentazione di Pistoia, C.R.I.C., Torino 2002 |
"Rifondazione
comunista nasce nel febbraio del
1991 (non adesione
al PDS da parte di alcuni dirigenti e di tanti iscritti al PCI) o nel
dicembre dello stesso anno (fondazione ufficiale del partito). Ha quindi, in ogni caso, compiuto i suoi primi dieci anni. Sono stati anni difficili, caratterizzati da scadenze continue, da mutamenti profondi del quadro politico-istituzionale, del contesto economico, degli scenari internazionali, sempre più tesi alla guerra e sempre più segnati dall'esistenza di una sola grande potenza militare. [...] Questo mio lavoro non ha la pretesa di essere La storia di Rifondazione. Militante di periferia, in Rifondazione dalla fondazione, dopo un lungo viaggio nella nuova sinistra, non ho avuto mai incarichi nazionali né collocazioni che mi permettessero di accedere a materiale interno. Gli strumenti usati sono la stampa periodica, i documenti ufficiali, il tentativo di inquadrare sinteticamente le vicende di partito nel contesto nazionale e internazionale. Ne emerge un testo che è un tentativo di approssimazione, che non ha pretese interpretative, ma semplicemente tenta di raccontare i fatti, rivolgendosi a chi li ha vissuti, ma tende spesso a sovrapporli, o a chi si avvicina oggi all'area della sinistra e sente la necessità di conoscerne le radici e le motivazioni non immediate e contingenti. In ogni caso, alle soglie di un congresso di "innovazione e svolta", è indispensabile riflettere su quanto abbiamo alle spalle." (dalla Introduzione di Sergio Dalmasso) |
| IL PREZZO
DELLA VITTORIA.
Racconti di scrittori sovietici sulla guerra contro il nazifascismo. Zambon, Frankfurt/M 2002 |
Questo libro parla della
"Grande Guerra Patriottica". "Grande", perché fu una guerra per
la vita o per la morte contro il nemico nazista che aveva messo in
campo una formidabile macchina militare, apparentemente invincibile.
"Patriottica", perché combattuta dall'intero popolo sovietico:
dai russi come dai bielorussi, dai moldavi come dai kirghisi, dagli
uzbechi come dai kazaki, dai georgiani come dagli azerbaigiani...
Guerra di resistenza per la pace, per la vita e la libertà,
condotta, al di lá delle differenze, da etnie e
nazionalità diverse a dimostrazione vivente della loro possibile
unità, della ricchezza e delle potenzialità delle
differenze quando esse concorrono allo stesso, nobile scopo. |
| Helmut Ortner:
L'ATTENTATORE SOLITARIO. Georg Elser - L'uomo che voleva uccidere
Hitler. Zambon - Libro Press, Castelfranco Veneto 2001 |
"Quello di Ortner è
un libro che coglie nel segno. Questa non è una pedante
ricostruzione di un lontano avvenimento storico, bensì un
graffiante romanzo che ricostruisce in modo vivace e pienamente
attendibile il famoso 'attentato alla birreria' di Monaco, ed al tempo
stesso offre al lettore la possibilità di seguire passo a passo
il vissuto quotidiano di Georg Elser e di immergersi così nella
realtà della Germania alla fine degli anni '30." Süddeutsche Zeitung |
| Aline
Pailler: FEMMES EN
MARCHE. Le Temps des Cerises, Pantin 2001 |
Au seuil du troisème
millénaire, après un siècle fortement
marqué par le mouvement démancipation féminine, il
fallait faire le point des conquêtes inachevées du
féminisme. Quels sont les droits qui ont été gagnés, quels sont ceux qui sont menacés par le "liberalisme", quels sont ceux qui restent à gagner par les luttes des femmes? Aline Pailler a interviewé des femmes engagées dans des actions concrètes, dans différents secteurs de la vie et du mouvement social. Toutes ne sont pas forcément célèbres, mais toutes sont impliquées dans une action véritable et leur réflexion témoigne de ce qui bouge du côté des femmes. Ce livre passionné et chaleureux présente aussi de nombreuses indications pratiques et juridiques, utiles pour toutes celles et tous ceus que concerne le combat pour l'égalité. |
| Fausto
Bertinotti,
Alfonso Gianni: CES IDÉES QUI NE MEURENT
PAS. Le Temps des Cerises, Pantin 2001 |
Comment est-il possible d'être communiste
à plus de dix ans de distance dela chute du mur de Berlin,
événement symbolede l'écroulement des
systèmes du socialisme réel? Et comment est-il possible
de concilier, après ces événements, l'idée
de liberté et de democratie avec celle de communisme? Dans ce
pages, Fausto Bertinotti, secrétaire général du
Parti de la Refondation communiste d'Italie, cherche à
répondre à ces interrogations. Au cours de ses entretiens
avec son camarade, Alfonso Gianni, il aborde l'histoire du
développement théorique des idées, des marxismes
et de leur contamination par d'autres contructions idéologiques;
l'histoire des expériences, qui, au nom de cette idée,
ont cherché à s'appliquer dans une societé
socialiste; et, enfin, les luttes du mouvement ouvrier au XXe
siècle, ses conquêtes démocratiques, sa lutte pour
la paix, la liberté, l'égalité. À travers
une réflexion d'une grande qualité intellectuelle, il
montre l'actualité de quelques idées-clefs du marxisme
pour comprendre les mutations du capitalisme et inventer les voies de
l'avenir. |
| Marta Rojas, Mirta
Rodríguez Calderón: TANIA LA GUERRIGLIERA. Zambon - Libropress, Treviso 2000 |
E quando "circolo" tra la
gente con la mia nuova "personalità", facendo credere di essere
una di loro, il mio "io nascosto" osserva e annota tutto come un
giornalista invisibile, scopre uomini e donne che hanno già
trovato il cammino della lotta - a volte non è quello più
giusto, a volteè il nostro stesso, ad ogni modo lottano - e
allora, moltosilenziosamente, il mio cuore li saluta, canta con loro,
vorrebbe stare con loro... (da
un messaggio di Tania dalla clandestinità) Tania la guerrigliera, come è conosciuta in tutto il mondo, non fu né spia cubana, né spia tedesca, né spia sovietica: fu una latinoamericana votata, con tutto il suo fervore, alla lotta in questo continente e che, per le sue profonde convinzioni e per la fede rivoluzionaria che l'animavano, offerse la sua vita in Bolivia. (dall'intervista a Ulises Estrada Lescaille) Finché vivrò continuerò a combattere con tutte le mie forze per difendere l'onore e la dignità di mia figlia. Questa è la mia battaglia per il rispetto della verità. Tanti mi domandano ancor oggi se, per caso, non sia in qualche modo imparentata con Tamara Bunke... un tassista, una cameriera al bar, un medico all'ospedale. Mi fa bene al cuore constatare che mia figlia non è stata dimenticata. (dall'intervista a Nadia Bunke) |
| Fausto
Bertinotti,
Alfonso Gianni: PENSARE IL '68. Ponte alle Grazie, Milano 1998 |
Che cosa è stato il '68? Una breve e
intensa
rivolta, un fenomeno di costume o l'ultimo grande movimento
rivoluzionario del secolo? Si è trattato della risposta di una
società
(di molte società) a strutture sociali, industriali e
scolastiche ormai vetuste e
inadeguate (nel qual caso avrebbe ottenuto in parte i risultati
desiderati) oppure il '68 conteneva una domanda di trasformazione della
società, un'attualità del socialismo (nel qual caso
avremmo a che fare con una rivoluzione incompiuta, sostanzialmente
fallita)? In colloquio con Alfonso Gianni, Fausto Bertinotti non si sottrae al compito di rispondere a queste domande, che risultano tanto più significative per chi non è stato solo un protagonista di quegli anni, ma "ha responsabilità nella rifondazione di un nuovo partito comunista di massa". La tesi che attraversa il libro è inequivocabile: il '68 italiano, o meglio quella stagione di lotte che va dal '68 fino alla metà degli anni Settanta, ha espresso l'ultima grande ipotesi di trasformazione della società. Un'ipotesi scaturita da quel ciclo della società industriale che si suole definire "fordista-taylorista" e da figure concepibili solo al compimento di tale ciclo (l'operaio di serie, lo studente lavoratore ecc.), e tuttavia un'ipotesi non racchiudibile, per la sua radicalità politica e per le sue straordinarie forme organizzative, entro un quadro storico-sociale determinato e, perciò, irrimediabilmente trascorso. Le forme di partecipazione democratica (il consiglio dei delegati, l'assemblea studentesca) e le molteplici forme di cultura critica emerse in quegli anni - che dalla fabbrica si estesero alla scuola e all'università, ponendo in questione il ruolo stesso della scienza e dell'organizzazione dei saperi - fanno di quella stagione di lotta un evento dell'antagonismo politico e sociale che conserva la sua piena attualità in un'epoca in cui trionfa una modernizzazione senza trasformazione. |
| Helmut
Ortner: SACCO E
VANZETTI. Una tragedia americana (Due italiani in America. L'assassinio
di Sacco e Vanzetti). Zambon, Frankfurt/M, 1996 |
Il giorno 15 aprile 1920 alcuni
banditi rapinano a Bridgwater, nello stato del Massachusetts, un
cassiere e la sua guardia del corpo. Entrambi vengono brutalmente
assassinati: il bottino è costituito dalle buste paga della
fabbrica che li impiegava ed ammonta a 16.000 dollari. Sin dall'inizio
le indagini si concentrano su due emigrati italiani: Nicola Sacco e
Bartolomeo Vanzetti. Essi sono da un certo punto di vista gli imputati
ideali: sono stranieri, atei, e di orientamento anarco-sindacalista.
Essi proclamano ad alta voce la propria innocenza, ma in un tempo in
cui l'America sembra essere alla vigilia di una rivoluzione sociale,
l'arresto di due anarchici rappresenta un esemplare momento di sfogo
per le paure e l'isteria collettive. Anche se gli elementi di prova
sono quanto meno discutibili, entrambi vengono accusati di omicidio a
scopo di rapina, imprigionati, torturati durante gli interrogatori, ed
infine condannati a morte dopo un processo condotto in modo scandaloso.
Dopo quasi ben sette anni, dopo numerose richieste di revisione e
domande di grazia, e malgrado una vasta protesta dell'opinione pubblica
internazionale, Sacco e Vanzetti vengono giustiziati sulla sedia
elettrica. Si è trattato di un vero e proprio assassinio
compiuto in nome della giustizia, che ancor oggi attende una
riparazione postuma. Helmut Ortner descrive con ricchezza di particolari, con uno stile allo stesso tempo commovente ed avvicente, e sempre nel pieno rispetto dela verità storica, cosí come essa traspare dai documenti processuali e dai giornali dell'epoca, quello che fu uno dei più vergognosi scandali giudiziari dell'epoca. Il suo libro è la storia di una tragedia, di una tragedia americana. |
| John Reed:
DIECI GIORNI
CHE SCONVOLSERO IL MONDO. Gherardo Casini, Roma 1966 |
Una
cronaca viva e appassionata delle ore decisive della rivoluzione
sovietica del '17. La storia vera e spregiudicata delle idee e degli
uomini, che fecero del socialismo una realtà. Lenin ha definito
questo straordinario reportage "un quadro esatto e straordinariamente
vivo" dei dieci giorni destinati a cambiare il volto del mondo e della
storia. |